Locandina MaleficentOrmai lo si potrebbe definire un genere a sé, quello delle principesse Disney che dalla matita e pastello dei Classici passano al live action. Aveva cominciato Tim Burton, con Alice in Wonderland, nel 2010, passando poi da Biancaneve, Biancaneve e il cacciatore, e arrivando ora all’ultima, la più cattiva delle cattive Disney: Malefica. Ma Maleficent è “la storia che non conoscete”, e questo non è necessariamente un aspetto positivo.

La storia parla infatti di una dolcissima Fata, Malefica, che vive in un bosco incantato abitato da splendide creature e dove regna la pace. Delusa dall’amato Stefano, che la tradisce spinto dalla sua brama di potere, decide di vendicarsi su di lui, colpendo la sua amata figlia, Aurora.

Il film si potrebbe dividere in tre momenti: il passato di Malefica, la storia che tutti conosciamo grazie a La Bella Addormentata nel Bosco e l’ultima parte, una rivisitazione del finale del classico conosciuto da tutti. Il problema è il termine: più che rivisitazione, bisognerebbe parlare di snaturamento di una delle streghe più crudeli e spaventose della storia dell’animazione, tanto da diventare anche il capo dei cattivi in Kigdom Hearts, celebre videogame. Infatti, sembra quasi che sia diventato un bisogno quello di rivalutare i villains, cercando spiegazioni per le loro azioni, indagandone la psicologia, cambiando anche il punto di vista dello spettatore, e in questo è comprensibile la prima parte della pellicola, con colori bellissimi, immagini da film fantasy di pregevole fattura e una narrazione fluida che riesce efficacemente a motivare la cattiveria di Malefica. La parte centrale è senza dubbio la più convincente, con Angelina Jolie bellissima e inquietante, e la sequenza del battesimo di Aurora da brividi, capace di sfiorare delle vette notevoli sia in termini di immagini che di epicità. La sceneggiatura, però, inizia a scricchiolare con la ricerca esasperata del buonismo e delle risate, con le tre fate madrine pasticcione e incapaci di crescere la piccola e la strega cattiva che invece monitora sempre ogni azione della ragazza, avvicinandosi a lei. Chi si aspettava draghi sputafuoco e scontri epici rimarrà molto deluso, come del resto chi ha, a buon diritto, sperato in una pellicola a fortissime tinte dark: nulla di tutto questo. A parte qualche sequenza, è una versione edulcorata del Classico Disney, con lo Zio Walt che probabilmente non sarebbe il ritratto della soddisfazione. Certo, la fiaba La Bella Addormentata di Charles Perrault differisce dal finale del Classico animato, ma resta in ogni caso una scelta poco convincente.

Naturalmente se si vuole pensare a Maleficent come un film fantasy indipendente allora si potrebbe parlare di un ottimo risultato, perché la fotografia e gli effetti visivi sono incantevoli, come del resto le creature del bosco. Ma snaturare la crudeltà pura di una delle poche vere cattive Disney pare davvero un sacrilegio, un’occasione buttata in nome del blockbuster.

Voto: 2/4

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