gooolDopo aver diretto diversi film live action, l’ultimo dei quali, Il Segreto Dei Suoi Occhi, si è aggiudicato l’oscar come migliore film straniero, Juan Josè Campanella si cimenta nel cinema d’animazione con una pellicola frizzante e divertente, capace di intrattenere i più piccoli tra gli spettatori senza però lanciare qualche frecciatina al pubblico più adulto.

Nato e cresciuto in Argentina, dove il calcio è venerato da tutti, Campanella decide di ambientare la sua storia proprio in questo mondo, con una classica rivalità tra un povero barista di provincia e un gradasso fuoriclasse ricco e famoso. Seguendo le consuete regole di scrittura per un prodotto d’animazione, alla fine della vicenda tutti i personaggi matureranno una coscienza maggiore e ristabiliranno l’ordine, ma è nella cura dei piccoli dettagli che il film riesce a dare il meglio di sé.

La vicenda risulta forse un po’ troppo prolissa e sfilacciata soprattutto nella parte centrale, ma l’idea di dare vita agli omini del calcetto balilla si rivela ottima sia per la gestione della vena più comica (ogni “calciatorino” è connotato come i fuoriclasse che tutti ricordiamo, tra vizi e difetti) che per l’originalità della scelta.  Cercando sempre di accontentare sia piccoli che adulti, il film utilizza un 3d piuttosto furbo e mirato alla spettacolarizzazione di cui sinceramente non se ne sente il bisogno, ma lo spettatore più attento potrà scorgere anche la mano del regista nelle sequenze più audaci, costruite con grandi movimenti di macchina che solo la computer grafica può permettere; Campanella lo sa e allora sfrutta al massimo questa tecnica per posizionare la macchina da presa proprio nel punto esatto in cui vorrebbe, cosa che nel cinema dal vero non accade mai con tanta facilità per evidenti motivi pratici. Goool! è anche un film decisamente citazionista e legato ai capisaldi della storia del cinema prima ancora che dello sport, tanti sono i film citati e parodiati, da 2001: Odissea Nello Spazio ad Apocalypse Now.

Lieto fine e morale sono garantiti per i più piccoli, ma non solo. Campanella è prima di tutto uno sportivo ed un tifoso, dunque non si risparmia nel condannare il mondo del calcio, spesso abitato da persone senza scrupoli, che pensano solo al denaro e che vede come protagonisti dei ragazzi pieni di talento ma vuoti umanamente. Un mondo invadente e possessivo (la scena con gli animali “mutati” è un po’ troppo estremizzata ma importante per la critica di fondo che trasmette) che rischia di far perdere la bussola a molti.

Voto: 2,5/4

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