onlyloversleftalive08Adam (Tom Hiddleston) è un musicista underground di Detroit che si nasconde dal mondo e conduce una vita prevalentemente notturna. A Tangeri vive sua moglie Eve (Tilda Swinton), con cui ha una relazione romantica che dura da secoli. Trattasi, infatti, di due vampiri, eleganti e bohémien, che cercano nell’isolamento e nelle tenebre la salvezza da un mondo impazzito, che giudicano volgare e giunto al capolinea.

Quando finalmente Adam e Eve possono rincontrarsi, la loro esistenza è però messa a repentaglio dall’incontrollabile sorella minore di lei, Ava (Mia Wasikowska), che s’insinua come un morbo nella loro storia, sopravvissuta negli anni alle prove più dure.

Con Only Lovers Left Alive, Jim Jarmusch ci regala un sorprendete e piacevolissimo horror crepuscolare, originale disamina sul nostro presente, messo in scena come uno scontro/confronto silente tra morti viventi o meglio due diverse tipologie di non morti.

 

Adam e Eve non respirano, non escono di giorno, non assaporano nulla che non siano fialette di sangue o ghiaccioli allo 0 negativo, eppure sono straordinariamente vivi e la loro vitalità è espressa dalla loro sete di conoscenza, dalla creatività forse stanca ma sempre fervida, dal desiderio (e dalla necessità) di spostarsi e muoversi nella notte e dalle molteplici manifestazioni affettive cui si lasciano andare. D’altro canto, gli esseri umani sono zombie, come li definisce Adam, capaci di respirare, assaporare e camminare a testa alta fronteggiando il sole, ma ormai quasi completamente privi della curiosità, del vigore e dell’entusiasmo che rendono la vita veramente degna di essere vissuta, figure amorfe che deambulano solo per forza d’inerzia, smarriti e sostanzialmente inetti.

Lo squallore di una Detroit ormai deserta e desolata, cui fa da contraltare una Tangeri priva di qualsiasi fascino esotico, fa da sfondo ideale alla storia di Adam e Eve, ennesimi disadattati del cinema jarmuschiano che si ritrovano a vivere in un mondo di disarmante banalità e vacuità, osservandolo con distacco ironico e con la mestizia di chi è destinato a trovarsi perennemente fuori posto e fuori contesto.

La decadenza e il degrado raggelante di un’epoca vengono raccontati da Jarmusch con straordinario calore, utilizzando uno stile raffinatissimo, divertito e divertente, arricchiti di citazioni colte mai inutili e al contrario sempre funzionali al discorso complesso e affascinante che si annida tra le pieghe di una storia solo all’apparenza semplice e esile.

Alla fine, come preannuncia il titolo, in un mondo al collasso e destinato ad una lenta e inesorabile autodistruzione a salvarsi saranno solo coloro che amano e abbracciano l’amore nelle sue infinite varietà: fisico, intellettuale, spirituale. Adam e Eve possono sopravvivere solo grazie al sentimento che li lega, alla venerazione e al rispetto per il loro maestro Christopher Marlowe (poeta immortale in quanto vampirizzato, costantemente all’opera seppur nell’ombra, caustico e mordace, impersonato da un sempre delizioso John Hurt) e perfino ad una sorta di affezione verso gli zombie umani, visti con un occhio al contempo diffidente e tenero.

Notturno e suadente, malinconico e a tratti irresistibilmente spassoso, Only Lovers Left Alive è uno dei più riusciti e maturi film di Jim Jarmusch, interpretato magnificamente da una Tilda Swinton sublime e un Tom Hiddleston validissimo e decisamente in parte. Cosa che non si può certo dire, al contrario, di Mia Wasikowska, unica nota stonata di un sontuoso affresco decadentista.

 

Voto: 3,5/4

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