Interviste

IL CALENDARIO DI NOVEMBRE 2019

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Scorsese, Polanski, Allen: cosa chiedere di più a questo calendario delle uscite in sala di novembre? Un mese ricchissimo, che vede anche il ritorno di Ken Loach, di Frozen, l'arrivo della Palma d'Oro Parasite e di un atteso film d'animazione italiano come La famosa invasione degli orsi. Senza dimenticare che anche gli attori possono tirare fuori doti da regista, come dimostrano i casi di Edward Norton, Casey Affleck e Marco Bocci. Di seguito, tutte le uscite del mese.
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locandina-lovelacePresentato in anteprima al Festival di Berlino 2013 Lovelace, diretto da Rob Epstein e Jeffrey Friedman, racconta la vita di Linda Lovelace (al secolo Linda Susan Boreman, interpretata da Amanda Seyfried), star del celeberrimo Gola Profonda (film che rivoluzionò il panorama cinematografico mondiale) dalla quotidianità in una famiglia di stampo religioso, all’incursione nel porno dopo l’incontro con il futuro marito Chuck Traynor (Peter Sarsgaard), alla redenzione con conseguente abbandono di un mondo sporco e perverso descritto nel libro Ordeal (1980), in cui la Lovelace denuncia le violenze subite da Traynor, il quale la costrinse a girare pellicole a luci rosse tra botte e minacce.

Un’operazione studiata a tavolino, estremamente sgradevole sotto ogni punto di vista: il film di Epstein e Friedman si concentra in modo superficiale sulla protagonista sciorinando eventi stranoti e banalizzazioni imbarazzanti (repressione, ribellione, pentimento, catarsi) e santificando inutilmente una donna la cui fragilità mentale era divenuta evidente nel corso degli anni (uno psichiatra, analizzando l’autobiografia Ordeal, individuò nella Lovelace segni di personalità multipla e schizofrenia).

L’impatto sociale del film Gola Profonda (così ben analizzato in Inside Gola Profonda, documentario del 2005 diretto da Fenton Bailey e Randy Barbato, e legato a doppio filo alla vita della pornostar) è completamente tralasciato a favore di una sfacciata agiografia che presenta un presunto sfruttamento affrontato unidirezionalmente secondo la soggettività delle testimonianze della Lovelace e che fornisce quindi un quadro parziale e mistificatorio, a tratti irritante.

A ciò si unisce la banalità di uno stile pseudo-televisivo che tenta di scimmiottare il ben più strutturato Boogie Nights: ma mentre Paul Thomas Anderson era riuscito a dipingere un universo popolato di personaggi teneri e tragici, intrappolati in un’illusoria sensazione di libertà, in realtà devastati e tragicamente soli, l’unico risultato raggiunto da Epstein e Friedman è un grottesco e macchiettistico circo.

A coronare il tutto, interpretazioni ridicole: Amanda Seyfried è totalmente inadatta ad un ruolo che prevedeva ben altro spessore, Sarsgaard si impegna in una performance che risulta però stereotipata e caricaturale e James Franco, in un cameo nei panni di Hugh Hefner, è incommentabile.

Molto rumore per nulla.

Voto: 1,5/4

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