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centIn letteratura nascono opere senza aspettative, ma che poi si rivelano casi letterari che grazie al passaparola diventano bestsellers. Uno di questi esempi è senza dubbio Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, del 2009 di Jonas Jonasson, che in pochissimo tempo, grazie al passaparola, è diventato celeberrimo, al punto che Felix Herngren ha deciso di portarlo sul grande schermo.

 

Il protagonista di questa storia incredibile è Allan Karlsson (Robert Gustafsson), un uomo ricoverato in una casa di riposo che nel giorno del suo centesimo compleanno decide di scappare dalla finestra della sua stanza, recandosi alla stazione e prendendo il primo autobus per allontanarsi. Finirà casualmente invischiato in una storia di valigette piene di soldi e malavita, ma lui nella sua vita ha visto anche di peggio.

La sensazione di trovarsi di fronte ad un Forrest Gump svedese, leggendo il libro, era regnante, e in questo caso invece è sicuramente minore, ma senza dubbio la somiglianza con Allan Karlsson é innegabile anche nella pellicola di Herngren. Certo, paragonare questa pellicola al capolavoro di Robert Zemeckis è un’operazione sterile ed insensata, anche se rimane l’affascinante divertimento per un centenario che nella sua bonaria e ingenua semplicità è riuscito a cavarsela in ogni situazione, influenzando e cambiando anche il corso della storia, con surreali dialoghi con i peggiori dittatori del '900. Allan Karlsson ha, inoltre, una passione enorme, sin da quando era bambino: le esplosioni, e non é un caso che sia entrato nelle grazie di Truman, in uno dei tanti flashback presenti nella pellicola, che raccontano gli incredibili eventi passati dal protagonista, oltre che le assurde conseguenze che ne sono poi scaturite.

Purtroppo la resa fuori dalle pagine stampate è altalenante: l’intreccio, carico di grottesche situazioni al limite del paradossale, è divertente, ma non si può dire che il ritmo narrativo raramente accompagni con adeguata rapidità le disavventure di Karlsson, sempre perennemente stralunato e impassibile, noncurante di ciò che accade. È comunque apprezzabile il fatto che i flashback siano rapidi, intuitivi, senza inutili dilunga menti da parte del regista, che avrebbe appesantito la narrazione. Allan non é solo in questa assurda avventura, e i suoi compagni di viaggio, incontrati tutti casualmente, sono strambi quanto lui, amplificando l'effetto comico grottesco respirato lungo tutta la pellicola, anche se risultano comunque molto appiattiti rispetto al romanzo. Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve è dunque un delizioso e grazioso divertissement, che rischia però di perdere l’irriverenza delle pagine scritte, senza dubbio più efficaci di un film che, purtroppo, avrebbe potuto dare di più.

Voto: 2/4

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