Interviste

IL CALENDARIO DI SETTEMBRE 2019

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Dopo mesi estivi piuttosto fortunati, soprattutto grazie agli incassi de Il re leone, la stagione cinetografica entra nel vivo con i tantissimi film in uscita a settembre. Tra i più attesi, certamente Martin Eden con Luca Marinelli, il secondo capitolo di It, C'era una volta... a Hollywood di Quentin Tarantino e Ad Astra con Brad Pitt. Eccovi il calendario completo.

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transcendence-locandina-Invece di Transcendence il film di Wally Pfister avrebbe tranquillamente potuto intitolarsi Decadence, quella di Johnny Depp, un attore ormai avviato inesorabilmente sul viale del tramonto.

L’esordio alla regia del direttore della fotografia conosciuto per la sua fruttuosa collaborazione con Christopher Nolan, da Batman Begins in poi, non regala alcuna sorpresa, se non quella di vedere il caro Depp tristemente invecchiato, bolso e spento.

La vicenda di base è potenzialmente affascinante: il geniale scienziato Will Caster (Depp) sta lavorando a uno straordinario progetto di intelligenza artificiale, insieme alla moglie Evelyn (Rebecca Hall, molto annoiata) e con l’aiuto dell’amico di sempre Max (Paul Bettany, con l’aria di uno che sta sul set solo per finire di pagare le rate della casa al mare). Il suo lavoro non piace però a un gruppo di giovani terroristi convinti che la cosiddetta tecnologia intelligente sia un pericolo mortale per l’umanità stessa: il vecchio problema dell’uomo che vuole sostituirsi a dio. Will viene perciò colpito da un proiettile al plutonio: mentre il suo corpo avvelenato si spegne lentamente, la sua essenza, i ricordi, la personalità (non è forse lecito parlare di anima, si tratta pur sempre di un blockbuster americano) vengono uploadati nella sua macchina. Il corpo muore ma Will rimane dentro al processore, la sua intelligenza viene infinitamente espansa  e, una volta connesso alla rete, diventa onnipotente. La situazione si fa pericolosa, ma Evelyn non accetta i consigli di Max, obnubilata dall’amore per il marito ed entusiasta all’idea di riaverlo con sé.

 

Una serie di clichè e deja-vu sui soliti temi: amore e morte, desiderio di immortalità dell’uomo, superomismo, rapporto con la tecnologia che, da preziosa alleata può trasformarsi facilmente in pericolosa arma di distruzione. Decisamente troppa carne al fuoco in una confezione che banalizza e superficializza le riflessioni più importanti, con gli attori poco convinti, un Cillian Murphy sprecato nel piccolo ruolo di un agente FBI e, per l’ennesima volta sui nostri schermi, il vecchio scienziato interpretato da Morgan Freeman. (Si può dire che ormai la fantascienza si distingue in film con e senza Morgan Freeman che fa il mentore).

Pfister getta alle ortiche le (poche) buone intuizioni e opta per un “liberi tutti” finale in cui il demiurgico Caster crea letteralmente la materia dal nulla. Una regia abbastanza piatta e una fotografia senza grandi guizzi, contro ogni aspettativa, fanno il resto. D’altra parte, il tema dell’amore perduto che ritorna sotto forma di clone era stata meglio analizzata nel primo episodio della seconda stagione di quella straordinaria serie tv britannica che è Black Mirror (Be Right Back): al confronto Transcendence sembra una pallida imitazione con punte di patetismo.

Depp sembra visibilmente ubriaco per la maggior parte del tempo: biascica, barcolla e, come il personaggio che interpreta, non è che una traccia virtuale del grande attore che è stato.

Un film vuoto, non particolarmente dannoso, ma che si dimentica facilmente.

Voto: 1,5/4

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