Interviste

IL CALENDARIO DI SETTEMBRE 2019

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Dopo mesi estivi piuttosto fortunati, soprattutto grazie agli incassi de Il re leone, la stagione cinetografica entra nel vivo con i tantissimi film in uscita a settembre. Tra i più attesi, certamente Martin Eden con Luca Marinelli, il secondo capitolo di It, C'era una volta... a Hollywood di Quentin Tarantino e Ad Astra con Brad Pitt. Eccovi il calendario completo.

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gigolo-per-caso locandinaGigolò per caso: John Turturro ci fa simpatia. Molta simpatia, e da tanto tempo. Sia come interprete che come regista: il suo felice sodalizio con Spike Lee e la geniale prova in Barton Fink dei Coen lo hanno imposto come uno degli attori più dotati, imprevedibili e al contempo misurati della sua generazione – sebbene non sia mai diventata la star che avrebbe meritato d’essere. Per non parlare della rutilante regia di Romance & Cigarettes (sottovalutato musical del 2005 con un grande James Gandolfini), che rimane notevolmente impressa in coloro che lo hanno visto.



È per questo che dispiace non parlare benissimo della sua nuova fatica da regista/attore, Gigolò per caso: in primis, perché Turturro riesce a raccontare una storia considerevolmente intrisa di sesso – quella di un fioraio di evidenti origini europee che si dà alla prostituzione sotto consiglio di uno sferzante amico libraio – senza essere mai volgare. Perché sa essere un buon direttore d’attori senza scadere mai nel banale: riesce a dosare le impegnative apparizioni di Woody Allen (nei panni dell’amico-pappone), Sharon Stone e Sofìa Vergara (due attraenti cougars dell’alta società newyorkese) con grazia ed eleganza, senza scivolare nei pressapochismi che le doti fisiche e interpretative di questi altisonanti nomi spesso hanno generato nel corso delle loro carriere. Perché regala a Vanessa Paradis il ruolo forse più delicato, intenso e significativo dai tempi de La ragazza sul ponte di Leconte, quello di una giovane vedova ebrea inibita e dolcemente trattenuta.

E allora dov’è che non funziona questo gigolò turturriano? La seconda parte del film sdrucciola inattesamente verso alcune parentesi che privano di intensità la vicenda: i dilemmi del prostituto Turturro vengono accantonati a favore di un processo ebraico divertente ma innecessario, e la sceneggiatura risolve sbrigativamente importanti tasselli che compongono la storia. È un peccato, perché alcune trovate della prima parte, i dialoghi con il personaggio di Allen e il carisma di tutte le interpreti femminili funzionano in maniera gradevole e fluida. A ogni modo, si vede che Turturro, oltre a essere un artista eccellente, è anche un gran signore, come direbbero nonni e papà. Non è un corollario cinematograficamente esaltante, ma a livello umano fa brodo, altroché. Promosso con riserva.

 

Voto: 2/4

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