rio 2Presentato in anteprima come punta di diamante al Future Film Festival di Bologna, dove è stata organizzata anche una lezione di animazione con il regista stesso, Rio 2 è il film più recente prodotto da quel piccolo miracolo chiamato Blue Sky che prese le mosse qualche anno fa dall’animazione per spot pubblicitari con pochi dipendenti per arrivare oggi ad essere una macchina da soldi vera e propria per quel genere di cinema (sua la saga di L’Era Glaciale). Dopo 3 anni di distanza dal primo episodio, ecco che il regista Carlos Saldanha decide di riprendere i suoi pennuti personaggi per calarli in altre avventure.

 

Rio 2 si presenta come un film obiettivamente inattaccabile, capace di un buon ritmo, di una caratterizzazione semplice ma efficace dei suoi protagonisti, con una scrittura solida che porta avanti l’azione in modo ben congeniato, divertente e ricco di elementi che faranno impazzire il pubblico più giovane a cui il film è mirato (ritornano spesso ad esempio la scena della partita di calcio, i balletti hip-hop, la gloriosa battaglia finale ecc.). Eppure ci si potrebbe aspettare di più, o meglio ancora, ci si dovrebbe aspettare di più da un autore che ha dimostrato di essere molto coraggioso (L’Era Glaciale, ma soprattutto il sottovalutato Robots sono film più apprezzati sia da un pubblico di adulti che da una platea di bimbi) e di saper gestire un grado di inventiva notevole (vedere gli stessi titoli appena citati).

Invece questa volta Saldanha impacchetta il tutto alla perfezione e probabilmente sotto commissione, senza rischiare minimamente e portando il film su spiagge sicure. Ecco dunque che ci troviamo nuovamente di fronte ad un padre premuroso, sicuro e contento della vita che conduce nel proprio recinto e che si trova in difficolta quando la sua intera famiglia inizierà ad amare di più la novità che incombe con l’allargamento di vedute e il contatto con un mondo sconosciuto. Non solo non si tratta di nulla di nuovo, ma si tratta di qualcosa che (soprattutto nel cinema d’animazione) abbiamo visto fin troppe volte.

Ed è proprio con questo passaggio che il regista si identifica completamente con Blu, il protagonista del suo film, incapaci entrambi di rischiare perché entrambi non sono spinti da nessuna vera motivazione a farlo.

Voto: 2/4

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