BedTime LocandinaForse Balaguerò soffre di claustrofobia, o forse della sindrome post-11 settembre per cui non ci si sente più sicuri nemmeno a casa propria. Di sicuro l'ossessività con cui ricorre nelle sue pellicole il tema del pericolo domestico dà da pensare.

A cominciare da Fragile-a Ghost Story del 2005 ambientato in un ospedale per bambini sull'isola di Wight (doppia compressione degli spazi: la struttura ospedaliera e l'isola), il regista spagnolo restringe ulteriormente il campo già con Para entrar a vivir (2006), precursore di Bed Time, dove una gentile agente immobiliare si trasforma in un'aguzzina che sequestra i possibili acquirenti in un appartamento.

I fasti di REC (2007), finora suo unico successo internazionale, insistono sul tema del condominio maledetto, rappresentando le vicende claustrofobiche degli abitanti di un complesso costretti all'isolamento dall'esplodere di una terribile e letale epidemia.

Con Bed Time (titolo italiano come spesso accade imbarazzante, che in spagnolo suona più intelligentemente Mientras duermes) Balaguerò si libera di elementi soprannaturali e fantascientifici per affidare totalmente l'intricato sviluppo delle vicende alla crudeltà umana.

 

 

 

Il timido e silenzioso César (un bravissimo e disturbante Luis Tosar) è il brutto e solitario portinaio tuttofare di un palazzo borghese abitato da graziose famigliole, giovani professioniste, vedove con immancabili cagnolini al seguito. Subordinato socialmente alle persone che si trova quotidianamente a servire, vive in uno squallido alloggio nel seminterrato e coltiva un cieco risentimento nei confronti dei propri datori di lavoro. Apparentemente timido e disponibile, César passa in realtà il suo tempo a compiere macchinazioni per fare del male agli inquilini del palazzo restando nell'ombra: dapprima si tratta di scherzi feroci ma in fondo inoffensivi come avvelenare le piante che finge di curare. Il suo rancore diventerà però rabbia folle nei confronti di Clara, bella, solare e realizzata: a lei César riserverà le perversioni più inenarrabili, godendo dell'assistere giorno per giorno alla sua graduale distruzione.

Se il tema del pericolo che si annida, letteralmente, sotto il letto può apparire interessante, a fronte anche di una riuscita caratterizzazione del malvagio portinaio, la sceneggiatura scivola però troppo presto in alcuni eccessi che sanno di grottesco involontario. Le trovate sempre più contorte di César risultano davvero troppo poco verosimili e ci si chiede se il regista non avrebbe fatto meglio a dosare maggiormente gli spunti per ottenere un thriller efficace. Anche se poco riuscito, tuttavia, la presenza di alcuni elementi positivi (interessante, anche se già vista, l'ambientazione della pellicola interamente nel condominio) e la povertà della programmazione estiva rendono Bed Time una possibilità non del tutto da scartare per la ricerca di qualche brivido refrigerante (più angosciante che realmente spaventoso).

Sul destino di Balaguerò, invece, occorre essere meno incoraggianti: impegnato con l'ennesimo seguito di REC, il regista sembra aver imboccato un cul de sac da cui difficilmente, nonostante la presenza di una certa poetica conduttrice delle sue opere, uscirà mutato in autore.

 

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