A New York la gente è un po' confusa. L'uomo ragno aveva ormai sconfitto tutti gli avversari. Non c'era più nulla da temere, gli unici problemi rimasti erano la disoccupazione e la crisi economica. Con uno sgradito balzo temporale, gli abitanti della Grande Mela si ritrovano con il naso all'insù chiedendosi perché il super eroe con le ragnatele sia tornato. Il motivo è tutto economico, la Columbia pictures ha fiutato l'affare e si è affidata al Reboot. The Amazing Spider-man in 3D è diretto da Marc Webb ed è interpretato da Andrew Garfield, Emma Stone e Rhys Ifans.

 

 

 

 

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Basato sul più famoso fumetto di Stan Lee (con la collaborazione di Steve Ditko), la pellicola ricalca quasi fedelmente le originali strisce apparse per la prima volta negli Stati Uniti cinquant'anni fa. La storia è ormai nota: Peter Parker (Garfield) acquisisce involontariamente i super poteri e, dopo essersi cucito la tuta da uomo ragno, cercherà di fermare i piani dello scienziato trasformato in lucertola Lizard (Ifans), e proteggere la fidanzatina Gwen Stacy (Stone).

Se dietro la macchina da presa ci piazzi Marc Webb compi una scelta ben precisa. Rispetto alla trilogia di Sam Raimi, qui il regista sfrutta il successo dell'originale (e un po' furbetta) storia d'amore di (500) giorni insieme, per regalare al pubblico un polpettone romantico tardo adolescenziale mascherato da action-movie. Stan Lee nel 1962 pensò proprio a un fumetto che facesse immedesimare i più giovani attraverso le disavventure (amorose e non) dell'imbranato Peter. Pare che questo spirito non sia stato tradito. Emma Stone e Andrew Garfield sono perfetti per far innamorare chiunque non si sia ancora diplomato: faccia pulita e aspetto impeccabile per due ruoli degni di Twilight.

Nemmeno i tanto strombazzati effetti speciali riescono a risollevare la dignità di un eroe stanco di essere trattato così. Il 3D effettivamente funziona, soprattutto quando lo spettatore sfreccia tra i grattacieli grazie alla tanto vituperata soggettiva (utilizzata oggi solamente a Gardaland).

A soli 5 anni da Spider-Man 3, il paragone con la saga iniziata nel 2002 è inevitabile: con uno stile più asciutto e fumettistico, il lavoro di Raimi (pur non convincendo appieno) dimostrò che anche l'aracnide umano poteva avere una propria dignità sullo schermo. Oggi, dopo questo film lo spettatore uscirà dalla sala indifferente e poco colpito dall'ennesima trovata commerciale senz'anima. Amazing Spider-man? Ammazza che noia.

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