Interviste

IL CALENDARIO DI OTTOBRE 2019

ottobre-2019
 
 
Ricchissimo il calendario di ottobre delle uscite cinematografiche, a partire dall'attesissimo Joker, recente Leone d'Oro a Venezia. Questo mese escono però anche Le verità di Hirokazu Kore-Eda, lo spin off de Il grande LebowskiThe Jesus Rolls - Quintana è tornato di John Turturro, il nuovo Terminator, e interessanti opere italiane come il nuovo thriller di Donato Carrisi (con Toni Servillo e Dustin Hoffman) e l'ultima pellicola di Salvatores.
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locandina-carrie“Quasi nessuno scopre mai che le sue azioni feriscono davvero gli altri. La gente non migliora, diventa solo più furba. Quando diventi più furbo, non smetti di strappare le ali alle mosche, cerchi solo di trovare dei motivi migliori per farlo.” (Stephen King, Carrie)

La povertà di idee a cui le superproduzioni made in U.S.A. ci hanno tristemente abituati si accanisce contro il bistrattato genere horror. Veicolo supremo di questo scempio, la pratica del remake: da Freddy Krueger a Jason Vorhees, passando per Leatherface e arrivando ai demoni sumeri di Sam Raimi, le icone del terrore sono state sistematicamente e programmaticamente fatte a pezzi e snaturate da registi inetti, sferrando duri colpi ad un tipo di cinema da tempo sull’orlo del baratro (nonostante alcune eccezioni). Ed ecco arrivare Lo sguardo di Satana – Carrie, rifacimento del film di Brian De Palma (1976) basato sul romanzo di Stephen King.

 

Carrie White (Chloë Grace Moretz) è un’adolescente schiva ed emarginata, costantemente derisa dalle compagne e vittima di una madre psicotica e fanatica religiosa (Julianne Moore). Ce n’è abbastanza per dare di matto: la scoperta di poteri telecinetici scatena una furia che esploderà inarrestabile al ballo di fine anno, dopo l’ennesimo crudele scherzo.

Il peggio del peggio in materia di cinema: la regista Kimberly Peirce imbastisce un orrido filmetto senza senso, indecisa se rifarsi al romanzo di King o all’opera di De Palma e finendo per tradire lo spirito di entrambi. Dalla protagonista, una Moretz totalmente spaesata e fuori parte affetta dalla “sindrome alla Kristen Stewart” (bocca perennemente aperta con conseguente espressione beota), all’evidente influenza della cosiddetta MTV Television (tecnica da videoclip, colonna sonora agghiacciante, dialoghi beceri), tutto risulta superfluo e sbagliato. Nessuna delicatezza nell’affrontare la tragedia di una giovane donna alla scoperta della sua sessualità e della sua diversità, l’accanimento e l’odio che la circondano e che finiscono per farla diventare un mostro, la feroce critica al fanatismo e al bullismo: solo un pastiche colmo di effettacci (Carrie si trasforma in una curiosa crasi tra Tempesta degli X-Men e Giucas Casella, con movimenti ipnotici delle mani e simpatiche levitazioni, volando da una stanza all’altra) che riempie di imbarazzo e vergogna, non riuscendo nemmeno ad essere involontariamente comico.

Il confronto con De Palma e con la sua protagonista Sissy Spacek risulta talmente impietoso e gratuito da non meritare nemmeno una riga.

Da evitare come la peste.

Voto: 1/4

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