Stampa 
Ben Stiller  

i-sogni-segreti-di-walter-mitty-locandinaBen Stiller torna dietro la macchina da presa a cinque anni da Tropic Thunder con il suo quinto lungometraggio da regista, liberamente ispirato al racconto dello scrittore satirico James Thurber.

I sogni segreti di Walter Mitty ci porta nella common life - e nella mente tutt’altro che comune - dell’omonimo protagonista, che ha il volto stralunato dello stesso Stiller: responsabile dei negativi alla rivista Life, è un timido ometto capace di confezionare straordinari sogni a occhi aperti che gli permettono di evadere, anche se solo nella sua immaginazione, dal grigiore della sua esistenza ordinaria e totalmente priva di emozioni vere.

Segretamente innamorato della collega Cheryl (Kristen Wiig), sembra incapace di uscire dalla sua mediocrità e tirare fuori le doti che albergano in lui da qualche parte. Almeno fino a quando, giunti alla chiusura dell’edizione cartacea della prestigiosa testata, si imbarcherà per un viaggio spericolato ai quattro angoli del globo alla ricerca del fotoreporter Sean O’Connell (Sean Penn) e dello scatto perfetto per l’ultima copertina.


Il soggetto di questo film (ispirato a una fonte letteraria che aveva già originato il musical del 1947 Sogni proibiti e pure, in terra italiana, Sogni mostruosamente proibiti con Paolo Villaggio), è rimasto in cantiere per anni, prima di vedere la luce per mano di uno dei comici più amati di Hollywood. Peccato che il risultato sia inferiore agli intenti: I sogni segreti di Walter Mitty ha una sceneggiatura sciapa e gioca troppo sugli effetti visivi e su una fotografia patinata che produce un inevitabile effetto da documentario di National Geographic.

Se ci siamo abituati da tempo ai limiti attoriali di Ben Stiller (la cui scarsa espressività era davvero funzionale solo in Lo stravagante mondo di Greenberg), in virtù delle sue comunque innegabili doti comiche, è lo Stiller regista a deludere maggiormente. Dopo le straordinarie macchine demenziali di Zoolander e Tropic Thunder, non paga la scelta di passare dal registro comico a quello leggero. In un’unica scena sembra riemergere per un attimo il “metodo” Stiller (la parodia di Il curioso caso di Benjamin Button), mentre la parabola dell’uomo mediocre che si riscatta e diventa un eroe è un topos già ritrito e qui rivisitato senza troppa originalità.

Le peripezie di Walter Mitty tra ghiacciai, vulcani e montagne rasentano poi l’inverosimile, il messaggio (l’invito a vivere la vita fino in fondo senza paure) rischia la banalità e non basta il gustoso cameo di Shirley MacLaine a togliere la sensazione che i personaggi di contorno siano piuttosto stereotipati. Ben, ti rivogliamo caustico e sardonico come ai vecchi tempi!


Voto: 2/4

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più vai alla sezione Privacy e sicurezza.