molto-forte-incredibilmente-vicino-la-locandina-italiana-del-film-227052Molto melenso, incredibilmente patetico. Pur tendenzialmente rifuggendo da giudizi sentenziosi e talvolta riduttivi, credo che una parafrasi del titolo in questi termini sia davvero la perfetta sintesi di un film che, dalla prima all’ultima (stucchevole) inquadratura, spinge sul pedale dei sentimenti spicci, dell’autocompiacimento, della lacrima facile, per descrivere le vicende di un bambino specchio di quell’America che ce la fa sempre e comunque, nonostante difficoltà apparentemente insormontabili. La deflagrazione esistenziale post 11 Settembre è un tema scottante e tragicamente attuale. Chiunque, dopo quella data, tangenzialmente o per via diretta ha visto sconvolta la propria vita da tale evento: ogni certezza, ogni riferimento consolidato all’interno della società a cui tutti apparteniamo sembra essere venuto meno.

 

 

 

Daldry dirige senza brio la storia di un bambino, fastidiosamente saccente, alla ricerca di cosa possa aprire una chiave lasciata in eredità dal padre scomparso nell’attentato terroristico alle Torri Gemelle. A causa di una sceneggiatura decisamente inadeguata, la perdita di un forte riferimento familiare, il desiderio di conoscenza attraverso risposte definitive, il rapporto con le proprie paure, rimangono tematiche legate alla singola vicenda del piccolo protagonista, senza assumere una valenza universale. Pur avvalendosi di due nomination ai premi Oscar (come “miglior film” e come “miglior attore non protagonista” per la prova di Max Von Sydow nei panni di un misterioso inquilino muto), Molto forte, incredibilmente vicino paga a caro prezzo le interpretazioni poco convincenti delle due star di turno: Tom Hanks, dall’aria bonaria e rassicurante, risulta monocorde e talvolta impacciato come guida paterna, mentre Sandra Bullock, nei panni della madre, singhiozza e si sforza di piangere per tutta la durata del film, senza riuscire a coinvolgere emotivamente lo spettatore.

Sono contento di aver avuto una delusione, che è molto meglio di non avere niente”, confessa il piccolo protagonista una volta portata a termine la sua estenuante ricerca, senza purtroppo aver ottenuto le risposte che desiderava. Ecco, piuttosto che pellicole così meramente ricattatorie, credo sia meglio accontentarsi di un bel niente.

 

 

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