locandina-lorax-okC’era una volta uno scrittore che si recò in Africa per superare un brutto blocco creativo e ritrovò l’ispirazione perduta dopo aver visto gli elefanti ciondolare stanchi verso l’orizzonte del Serengeti. La natura incontaminata che lo circondava diede così vita a una favola per bambini sull’importanza dell’equilibrio tra natura e progresso. Theodor SeussGeisel, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Dr. Seuss, scrisse dopo questo viaggio Il Lorax e, a quarant’anni dalla sua pubblicazione, esce nelle sale il film d’animazione Lorax – Il guardiano della foresta, diretto da Chris Renaud e prodotto dalla Universal Pictures.

 

Ted è un ragazzino che vive a Thneedville, una ridente cittadina che a causa di un tracollo ambientale utilizza aria purificata e alberi finti. Per conquistare la vicina Audrey, il giovane cercherà di esaudire il suo desiderio di toccare per la prima volta un albero vero. L’ultimo seme appartiene a un certo Onceler (che in Italia ha la voce di Marco Mengoni), strano figuro che vive al di fuori della città. L’incontro tra i due sarà l’occasione per ricordare le gesta di Lorax (Danny DeVito ha voluto doppiare il personaggio anche in italiano), piccolo animaletto spuntato da un albero di Truffula per salvare il pianeta da un destino già scritto.

 

 

 

 

La fantasia e l’immaginazione di Dr.Seuss (autore tra gli altri del famoso Grinch) vengono trasposte sul grande schermo dai creatori di Cattivissimo me. Il matrimonio è sbilanciato, il prodotto è un ibrido tra una favola esclusivamente per bambini e un cartone che, attraverso l’ammiccamento, cerca di catturare anche i grandi. L’origine letteraria non mente mai, nemmeno in questo caso. Tutti coloro che hanno meno di 6 anni o che non hanno figli, non vorranno assistere a un’ora e mezza di sermone ambientalista proveniente da una marmotta con i baffi biondi e l’accento di Mal dei Primitives.

 

Con Cattivissimo me, la piccola Illumination Entertainment fondata da Chris Meledandri era riuscita a scavarsi una fetta di mercato tra le più quotate Pixar, DreamWorks e Walt Disney. Anche solo un passo falso però può mettere a repentaglio il destino di una casa di produzione, costretta anno dopo anno a mantenere alti gli standard. Nel mondo delle pellicole animate realizzate con il CGI (ovvero le immagini generate al computer) la concorrenza è spietata: i successi di Toy Story, Monsters & Co, Wall-E, Up, Shrek, Kung Fu Panda e L’era glaciale rendono ingeneroso il paragone con il piccolo Lorax.

 

I lunghi flash-back e gli intervalli musicali (con tanto di coreografie) appesantiscono ancor di più un cortometraggio travestito da film. Sarebbe bastata una mezz’ora per concentrare ogni intento pedagogico, e magari sarebbe stato sufficiente far circolare il dvd nelle scuole, invece di distribuire il film nelle sale. AlLorax sì che sarebbe stato perfetto.

 

{jcomments on}

 

 

 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più vai alla sezione Privacy e sicurezza.