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Ron Howard  

Locandina RushNel mondo dello sport le rivalità, a volte più mediatiche che reali, sono all’ordine del giorno. Ce ne sono alcune che, però, restano indelebili nella memoria collettiva: Coppi e Bartali, Rossi e Biaggi, Messi e Ronaldo, Federer e Nadal. E poi c’erano loro, Niki Lauda e James Hunt – di cui ricorre il 20 anniversario di morte – che negli anni ’70 diedero uno scossone prepotente alla Formula 1, dando vita ad una delle battaglie sportive e dialettiche più emozionanti e indimenticabili della storia di questo sport, e non solo. Di Lauda, infatti, che certo non brillava per simpatia – e questo Howard non manca di sottolinearlo – oltre all’abilità sulle piste e al pazzesco incidente che lo vide coinvolto nel circuito di Nürbugring il 1 agosto 1976, si ricorda la rivalità con Hunt.

 

L’incipit è infatti l’incidente, momento culmine, per poi tornare alle origini del rapporto di conflittuale e reciproco rispetto tra i due, vero fulcro della trama, partiti dalla Formula 3 per arrivare ad essere campioni nella massima categoria. James Hunt (un Chris Hemsworth che, lasciato il martello ad Asgard, stupisce per fascino e recitazione) e Niki Lauda (Daniel Brühl, che, chissà, potrebbe aspirare anche alla statuetta) non sono poi così diversi, anche se apparentemente non si direbbe: bello, trasgressivo e arrogante il primo, bruttino, ingegnoso e supponente il secondo, entrambi animati dalla voglia di vincere, di sopraffare il prossimo, di infrangere ogni record.

Rush è, di fatto, uno dei film migliori del 2013, oltre che essere tra i meglio riusciti nella carriera di Ron Howard: un inno alla sana rivalità sportiva, ad una formula uno che non esiste più, ad un mondo dello sport che non esiste più, sostituito da un universo in cui sponsor e diritti televisivi prendono le decisioni, dove l’agonismo è ormai cancellato per far spazio alle strategie economiche, e dove ormai la passione sembra non contare nulla. Ma negli anni ’70 non era così e, anche se già la rivalità Ferrari-McLaren era accesissima, si respirava un’aria diversa: Hunt che corre senza sponsor è l’esempio eclatante di come la situazione sia radicalmente cambiata. Ron Howard cala lo spettatore alla perfezione in quell’atmosfera dal sapore di passato, riuscendo, con un ritmo forsennato, aiutato da una sceneggiatura perfetta – firmata da Peter Morgan – e dalla meravigliosa colonna sonora di Hans Zimmer, a travolgere, colpire e affascinare, in un climax che porta ad una gara finale a Fuji dall’esito noto, ma non per questo meno avvincente.

Senza dubbio guardare Rush è molto più appassionante di un’attuale gara di F1, e questo grazie ad un montaggio impeccabile durante le gare, oltre che ad una prova attoriale notevole da parte di entrambi i protagonisti. Con Rush, un pezzo di storia della formula 1 è tornato in vita, e potrebbe rimanere immortale anche sul grande schermo, oltre che nella memoria.

 

Voto: 3/4

 

 

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