Interviste

IL CALENDARIO DI NOVEMBRE 2019

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Scorsese, Polanski, Allen: cosa chiedere di più a questo calendario delle uscite in sala di novembre? Un mese ricchissimo, che vede anche il ritorno di Ken Loach, di Frozen, l'arrivo della Palma d'Oro Parasite e di un atteso film d'animazione italiano come La famosa invasione degli orsi. Senza dimenticare che anche gli attori possono tirare fuori doti da regista, come dimostrano i casi di Edward Norton, Casey Affleck e Marco Bocci. Di seguito, tutte le uscite del mese.
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pacific rimForse non tutti sanno che il cinema nasce come un'attrazione. I primissimi prototipi di pellicola venivano sfruttati nei luna park proprio come una giostra, per sbalordire lo spettatore che, pagando il gettone per una "corsa", poteva assistere a qualcosa di straordinario.

Bene, Pacific Rim è proprio questo, un'attrazione ultra moderna e ultra pop, capace di lasciare il pubblico a bocca aperta. Guillermo Del Toro mette da parte qualsiasi vena autoriale per concentrarsi sul divertimento di massa. E ci riesce. Il film infatti accontenta i gusti di tutte le generazioni. A chi è nato con Gundam, Mazinga e Ufo Robot sembrerà di tornare indietro nel tempo. I giovani cresciuti con la computer grafica e le chitarre distorte usate per commentare musicalmente i singoli ralenti e ogni (cyber)pugno riscontreranno il tutto anche in questa pellicola. Addirittura Pacific Rim sembra guardare anche agli spettatori più anziani nello snodare una trama del tutto classica (sia per pregi che per difetti) riproponendo situazioni viste e riviste come il sacrificio, l'eroe che si ribella ai comandi, il rapporto padre-figlio in tempo di guerra, una storia d'amore più che telefonata, un comandante buono e via dicendo. 

 

Come se non bastasse poi, la pellicola calibra bene l'azione tra situazioni più comiche (dominate dai personaggi dei due scienziati) e scene di combattimento frastornante con distruzioni di edifici e strade, tra sequenze più "umane" di allenamento tra reclute e rapporti sentimentali. Così facendo il film non risulta troppo ridondante e ripetitivo nonostante l'eccessivo (ma anche qua immancabile) duello finale.

All'interno di questa cornice, Del Toro però decide anche di puntare su qualche elemento di novità, ad esempio dando una forte parte da protagonista all'acqua (piove spessissimo sulla terra ferma, quasi come in Seven di Fincher, e molti duelli si svolgono nel bel mezzo dell'oceano) come raramente si è visto fare prima. Oppure incorniciando saldamente il film al tempo presente. Non semplicemente ambientandolo in un futuro molto prossimo (2020 circa) ma puntando sulla prospettiva uomo-macchina molto cara ai video games odierni e largamente sviluppata nella pellicola cardine Avatar di qualche anno fa. Dallo stesso titolo, Pacific Rim adotta anche un quasi sempre sapiente utilizzo della terza dimensione che se si rivela profondamente inutile per le sequenze più statiche, non disturba minimamente la visione, anzi la avvalora ancor di più, in quelle dinamiche dove invece c'era il rischio di stordire letteralmente lo spettatore. 

In conclusione  Guillermo Del Toro firma un'opera senza nessuna pretesa se non quella più ludica. Un film nato per divertire e sorprendere, che ad una seconda visione potrebbe già risultare calante. Gli effetti visivi la fanno da padrone e si vedono scene davvero impressionanti, come al luna park.

 

Si consiglia una visione in IMAX 3D, o in alternativa, sullo schermo più grande che voi conosciate.

 

Voto: 2.5/4

 

Ed ecco la diversa opinione di Andrea Pesoli:

 

 

Quale bambino non ha mai inscenato ciò che nella sua fervida immaginazione esplodeva potente? Le piccole distrazioni ludiche si animavano magicamente tra le mani obbedendo a qualsiasi ordine venisse impartito. Per chi è nato tra il 1970 e il 1990 i vari Lego, Playmobil, G.I. Joe e Transformers erano solamente un mezzo per realizzare i propri sogni. Da adulti uno dei pochi luoghi dove ciò ancora avviene è il cinema, e Pacific Rim di Guillermo del Toro ne è l’esempio perfetto. Chi ancora conserva dentro di sé quel bambino resterà estasiato: sullo schermo (sfruttando al massimo 3D e IMAX) si alternano per più di due ore magnifici scontri tra automi guidati da umani e mostri alieni immensi spuntati da una faglia oceanica.

Ispirato dai Kaiju-movie (che per più di vent’anni hanno soffiato verso occidente, aumentando i fan della japan-culture ancora prima dei Manga), il regista confeziona una pellicola omaggio alla nostra infanzia. Una stretta di mani neurale che non avviene con generazioni successive (troppo influenzate dai videogiochi catalizzatori di fantasia), ma che quando si realizza sprigiona un’incredibile sintonia tra regista e pubblico. È come se la petroliera che Gipsy Danger brandisce la guidassimo noi contro il mento dell’ostinato Kaiju. Cosa desiderare di più?

Tecnicamente il film rasenta la perfezione, aiutato da una campagna di marketing virale che ne ha accresciuto l’attesa all’infinito. Ogni singolo componente dei mega robot è studiato con precisione maniacale e ogni richiamo ai vari Godzilla è portato con rispetto assoluto. Tutto ciò colma appieno il gap creatosi con una trama volutamente elementare e basica. Nessuno sforzo va fatto di fronte all’esasperata battaglia per l’umanità, l’intreccio non è ben accetto qui. Chi avrà la forza di capirlo, si troverà di fronte una delle pellicole più riuscite della stagione, puro intrattenimento realizzato da un regista messicano poliedrico che cura i propri film come se fossero dei figli.

 

Quando non si è più bambini si è già morti(cit. Constantin Brancusi)

 

Voto: 3,5/4

 

 

 

 

 

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