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Ma guarda un po’. Un altro film sul Diavolo. Tempi duri per il Maligno, ahilui, più inflazionato di Audrey Hepburn. Tuttavia, è inutile negarlo, il tema intriga: dai tempi de L’esorcista (1973) di William Friedkin, ogni volta che in sala esce un film che ha come oggetto la possessione demoniaca, gli spettatori accorrono (più o meno in massa) al cinema. Speranzosi, forse, di ricevere un brivido degno di questo nome? O morbosamente attratti dall’argomento, che provoca un sottile disagio, forse per quel limite tra il soprannaturale e la malattia mentale da sempre detonatore di scissioni e discussioni?

Ok, andiamo a vedere di che si tratta. So già che me ne pentirò.

 

 

L’altra faccia del diavolo, diretto da William Brent Bell e girato tra Bucarest e Roma (con varie riprese effettuate a Città del Vaticano), racconta le peripezie di Isabella Rossi, giovane film- maker apparentemente desiderosa di realizzare un documentario sugli esorcismi, in realtà alla ricerca di risposte sulla madre, rinchiusa in un manicomio per avere ucciso tre persone vent’anni prima durante un presunto esorcismo (appunto).

L’incipit testimonia che il Vaticano ha disapprovato il film: affermazione ovviamente falsa, in linea con lo stile fintamente documentaristico scelto dal regista (attention, attrapez les mots: non è ancora arrivato il momento di superare la sindrome da Blair Witch Project..?).

Inutile sprecare parole: quello che resta, dopo la visione, è la sensazione di essere stati presi in giro da un’operazione puramente commerciale che non ha nemmeno il pregio di instillare inquietudine nello spettatore, riuscendo solo ad usare i soliti banali clichés dell’horror ormai biecamente usurati (zoomate, movimenti inconsulti della macchina da presa, incursioni di poveri indemoniati che spuntano a caso nelle inquadrature) e vivendo di rendita da opere precedenti (prima fra tutte, il già citato L’esorcista, che resta ad oggi l’unico film di questo genere a meritare di essere visto). Il tutto coronato da un finale a dir poco ridicolo, che spero vi risparmierete.

Poveri noi.
E povero Diavolo. 

 

        

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