Interviste

LE USCITE IN SALA DI APRILE 2019

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Aprile è un mese davvero denso di uscite in sala: il film più atteso dalla nostra redazione è Avengers: Endgame, capitolo conclusivo della saga Marvel sui Vendicatori, ma al cinema escono anche l'acclamato horror Noi di Jordan Peele, il ritorno di Nadine Labaki con Cafarnao e il reboot Hellboy di Neil Marshall. Insomma, ce n'è per tutti i gusti! Eccovi l'elenco completo dei titoli:
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locandina-la-grande-bellezzaLa prima sensazione che si ha dopo aver visto La grande bellezza (sesto lungometraggio di Paolo Sorrentino) è quella di aver assistito a qualcosa di enorme e potente, un film destinato a suscitare dibattiti e riflessioni di ogni sorta.

Perché mai come in questo film il regista napoletano si protende così avanti, allungando per certi versi la sua mano allo spettatore, conducendolo nei meandri di quello che è un affresco sociale frenetico e lussurioso, fiammeggiante e indecifrabile.

 

Rappresentazione, questa, che trova nel giornalista specializzato in costume e società Jep Gambardella alias Toni Servillo, la maschera perfetta per raccontarlo e scardinarlo. Un mondo, quello della “dolce vita romana contemporanea”, contrassegnato da party sfrenati (dove i pettegolezzi sono all’ordine del giorno) e popolato da “freaks”, che il regista de Il Divo intesse con dirompente maestria registica e visiva grazie anche alla fusione di elementi ben calibrati fra loro: la prepotenza delle immagini virtuosistiche e implacabili (di Luca Bigazzi), il montaggio serrato (di Cristiano Travaglioli), la sfavillante colonna sonora che disorienta con la disco music e incanta con la musica sacra (di Lele Marchitelli) e per finire l’oliata e spietata sceneggiatura (di Paolo Sorrentino e Umberto Contarello).

Il film si apre con una citazione tratta da Viaggio al termine della notte di Céline: “Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario. Ecco, la sua forza, va dalla vita alla morte. Uomini, bestie, città e cose, è tutto inventato…”. E, alla luce di ciò, la pellicola è da interpretare come una sorta di viaggio “inventato” ma dal realismo imperante, condotto dal sessantacinquenne Gambardella, re indiscusso della mondanità capitolina, ex scrittore prodigio, il cui primo e unico romanzo L’apparato umano lo scrisse a soli 25 anni, per poi abbandonare precocemente la carriera di romanziere di successo a favore del gossip, “perché poi Roma ti deconcentra”.

Quello che più colpisce de La grande bellezza è che ogni singola frase è dotata di significato utile a decifrare una porzione di testo, mentre un semplice sguardo, gesto o battuta di un personaggio suscita emozioni contrastanti: riso, ilarità, malinconia, desolazione. Sorrentino immortala con toni volutamente eccessivi e sberleffi ironici una società che ha smesso di fare progetti e che si è adagiata ormai da tempo su un evanescente letto di piume dorate.

Con quest’opera, inoltre, Sorrentino dimostra di valorizzare l’aspetto corale della recitazione, tenendo unito un gruppo di attori variegato: se per Servillo ormai gli aggettivi sono esauriti e non resta che incoronarlo direttamente miglior attore del Festival, le sorprese arrivano da una Sabrina Ferilli che calza alla perfezione il vestito cucitole su misura dal sarto Sorrentino, dimostrando una naturale predisposizione alla parte, e da Giovanna Vignola, che interpreta la nana Dadina, direttrice di Jep nonché amica e confidente.

Dopo la proiezione ufficiale a Cannes, accolta con favore dalla stampa internazionale, si esce con una certezza dal valore testamentario: come tutte le opere di statura superiore alla media, La grande bellezza assurgerà a modello filmico da cui trarre ispirazione e insegnamenti per le generazioni future.

Voto: 4/4

 

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IL SUPERPAGELLONE DI MARZO 2019

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Ed eccoci al momento del nostro superpagellone del mese. Ecco tutti i voti della redazione ai film di MARZO 2019

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