Recensioni film in sala

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"È tempo che i Jedi scompaiano". La frase di Luke Skywalker suona come un monito allarmante allo spettatore che si sottopone alla visione di Star Wars Gli ultimi Jedi, l'Episodio VIII dove Rian Johnson (Looper) prende il testimone di J.J. Abrams e ci catapulta nuovamente nella sfiancante, durissima guerra stellare tra la Resistenza (erede dell'Alleanza ribelle e ultimo avamposto democratico della Repubblica) e il malvagio Primo Ordine, degno successore dell'Impero. Luke, interpretato da un iconico Mark Hamill che si reimpossessa finalmente del personaggio che gli ha regalato la celebrità (e lo ha imprigionato inesorabilmente), vuole dunque dirci che Star Wars come la conosciamo non esisterà più? Il dubbio pervade Gli ultimi Jedi, ma una cosa è certa: se il nuovo capitolo della saga apre a nuove strade, è al contempo vero che l'epica trascinante di Guerre Stellari è rimasta invariata e potente, pur non senza imperfezioni.

Leggi tutto: STAR WARS - GLI ULTIMI JEDI di Rian Johnson (2017)

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Coney Island, penisola nel sud di Brooklyn, New York. Questo lembo di terra pullulante di montagne russe, spiagge gremite e zucchero filato diviene il palcoscenico dell’ultima pellicola di Woody Allen. La Wonder Wheel o La ruota delle meraviglie (come nel titolo nostrano) osserva incontrastata, nel suo perpetuo moto circolare, lo scorrere dei giorni dei quattro personaggi principali. Ginny (Kate Winslet), cameriera neoquarantenne con trascorsi da attrice, frustrata, infelice, imbronciata e sposata. Il marito Humpty (Jim Belushi), un uomo buono, un manovratore di giostre, uno stereotipo vivente: la camicia sgualcita aperta su canotta bianca mette ben in mostra una pancia prominente, risultato di troppe bottiglie di birra, dalle quali cerca di stare lontano. Carolina (Juno Temple), giovane figlia di lui, frivola, ingenua, in fuga dal gangster che si è sposata appena ventenne. In ultimo troviamo il narratore, che dall’alto della sua torretta da bagnino tira le fila della storia: Mickey, amante di Ginny prima e innamorato di Carolina poi, un Justin Timberlake un po’ troppo cresciuto per interpretare un ragazzo nei suoi late twenties.

Leggi tutto: LA RUOTA DELLE MERAVIGLIE di Woody Allen (2017)

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Dopo il passo falso di High Rise, Ben Wheatley torna con Free Fire, che passò in anteprima italiana come film di chiusura al Torino Film Festival 2016 e arriva nelle nostre sale a un anno di distanza. Ci troviamo a Boston nel 1978: un gruppo di militanti dell’IRA si incontra con dei trafficanti d’armi per l’acquisizione di un magazzino abbandonato, ma qualcosa non va per il verso giusto e si finirà presto in una spietata sparatoria tra i due gruppi. Wheatley gioca e si diverte con il genere, facendo divertire anche gli undici strepitosi gunfighters che, contrariamente alla tensione drammatica che ci si aspetterebbe da una situazione tragica e violenta di questo tipo, reagiscono emotivamente in maniera goliardica, con raffiche di battute irresistibili, totalmente estranee al contesto in cui si trovano (considerato che si stanno letteralmente facendo fuori uno ad uno).

Leggi tutto: FREE FIRE di Ben Wheatley (2016)

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Giovanni Passamonte (Gigi Proietti) è uno scrittore di successo internazionale che ha avuto una vita esagerata e fuori dagli schemi: molte mogli e molti figli. Grazie ai suoi numerosi best seller ha vinto il Nobel per la letteratura, ma, a causa della sua fobia per il volo decide di intraprendere il viaggio verso Stoccolma, per andare a ritirare il premio, in macchina. Lo accompagneranno nell’avventura il fidato assistente Rinaldo (Rocco Papaleo), il figlio Oreste (Alessandro Gassmann), personal trainer, e la figlia Lucrezia (Anna Foglietta), blogger di successo. La strada da Roma alla Svezia si rivelerà un viaggio inaspettato, in cui il gruppo incontrerà personaggi che cambieranno il corso del loro itininerario e della loro vita. Nota di merito va a Marco Zitelli, che nel film interpreta il figlio di Oreste ma è soprattutto il compositore delle musiche cantate, e a una brava Matilda De Angelis.

Leggi tutto: IL PREMIO di Alessandro Gassmann (2017)

Suburbicon

Stati Uniti, fine anni '50: Suburbicon è un'"idilliaca" cittadina popolata esclusivamente da bianchi e bigotti. Il trasferimento di una famiglia di colore e la tragica morte di una donna giungono però a portare scompiglio fra gli abitanti, rivelandone la sino a quel momento celata mostruosità. A tre anni da Monuments Men (2014), George Clooney torna dietro la macchina da presa per dirigere Suburbicon, commedia cinica e grottesca originariamente sceneggiata dai fratelli Coen nel 1986. La mano dei due cineasti si sente tutta in questa pellicola che, dopo un incipit in sordina, lascia esplodere il proprio humor nero e la propria violenza in un climax tensivo ben strutturato e ricco di trovate brillanti. 

Leggi tutto: SUBURBICON di George Clooney (2017)

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IL SUPERPAGELLONE DI NOVEMBRE 2017

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Ed eccoci al momento del nostro superpagellone del mese. Ecco tutti i voti della redazione ai film di NOVEMBRE 2017.

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