ralphAnche se è tradizione di casa Pixar, Ralph Spaccatutto dà spazio ad un cortometraggio prima di aprire le danze. Tale corto, intitolato Paperman e diretto da John Kars, ha un inizio davvero toccante, sia per scelte cinematografiche che contenutistiche. Una piccola storia d'amore tra due giovani, girata senza dialoghi e con l'utilizzo di una tecnica avanzata che permette all'animazione tradizionale a mano di sovrapporsi alla più recente animazione digitale, sfruttando così al meglio la luce e i movimenti di macchina. Dopo non molto però, il corto inizia a prendere pieghe più favolistoche e votate all'happy eding che in qualche modo smorzano la magia iniziale.

Ecco, lo stesso fatto lo si può riscontrare anche nel lungometraggio a seguire.

Ralph Spaccatutto, primo lungo di Rich Moore (che precedentemente aveva lavorato solo a serie animate quali Simpson e Futurama) infatti è un lavoro riuscito solo a metà. Il film parte benissimo. Le vicende di un cattivo dei videogames alla ricerca di riscatto non saranno delle più originali a livello tematico, ma in quanto a scelta di ambientazione e a strizzatine d'occhio ai più nerd tra gli spettatori, la pellicola diverte e lo fa in modo intelligente.

Una volta però che l'avventura si addentra nell'azione qualcosa si inceppa. Il film inizia a calare così come l'entusiasmo iniziale. Diciamo pure che purtroppo non si riuscirà più a recuperare lo smalto dei primi minuti, anche se la visione di certo non annoierà o non farà felici i più piccoli. Le trovate geniali ci sono e fanno divertire, così come tutto il giochino citazionista in merito ai videogiochi di cui l'intera pellicola pullula. Però sembra che il film si fermi un po' lì. Non voglia osare più di tanto nonostante le ben promettenti premesse.

La solitudine, il pregiudizio, la vendetta, l'altruismo sono tutte tematiche presenti e ben sviluppate dalla pellicola. Però nascono per parlare ad un pubblico piuttosto infantile. Cosa che non è assolutamente degna di infamia, ma che lascia un po' con l'amaro in bocca gli adulti che si erano divertiti ancor più dei bambini (data la loro età più adulta e dunque il loro rapporto con i videogiochi in questione) e si erano magari illusi di stare assistendo ad uno spettacolo pensato (anche) per loro. 

 

Voto: 2.5/4

 

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