ted-la-locandina-italiana-del-film-247632È un momento d’oro per Seth MacFarlane: alla vigilia dell’uscita italiana del suo primo lungometraggio live action, è stato annunciato che gli sarà affidata la conduzione degli Oscar 2013. Un bel risultato per il giovane e poliedrico artista (sceneggiatore, comico, doppiatore, produttore, regista e cantante) che fino a non molto tempo fa era da noi conosciuto quasi esclusivamente come creatore della geniale e irriverente serie animata I Griffin.

Il suo debutto sul grande schermo dimostra in pieno il suo eclettismo: non si limita a firmare regia e sceneggiatura di Ted ma dona anche voce e movenze (grazie alla motion capture) al bizzarro protagonista, uno sboccato orso di peluche dedito ai vizi più sfrenati.

John Bennet è un bambino solo e complessato: il suo unico amico è il pupazzo Ted, a cui un incantesimo natalizio regala la vita. Trent’anni dopo, John (Mark Wahlberg) e Ted continuano a vivere in simbiosi, eterni adolescenti, per la frustrazione di Lori (Mila Kunis), fidanzata in carriera di John, che vorrebbe costruire un legame più maturo con lui, al riparo dalla terribile influenza del curioso amichetto.

Una successione serrata di gag al vetriolo e battute politicamente scorrette si avvicendano, come è nello stile di MacFarlane, accompagnando una riflessione sulla crescita e sull’amicizia, con un ritmo invidiabile che non si allenta mai.

 

 

Per una volta non disturba la granitica inespressività di Wahlberg, qui funzionale a rappresentare l’inettitudine del suo personaggio, e sorprende l’inaspettata autoironia della Kunis. Una serie di comparsate illustri movimenta ulteriormente la narrazione: da Giovanni Ribisi, come sempre sopra le righe nei panni dello psicopatico di turno, a Sam Jones, il Flash Gordon cinematografico, passando per la cantante Norah Jones, nel ruolo di se stessi.

Ma il protagonista a tutti gli effetti è proprio Ted, un azzeccato contrasto tra la dolcezza delle sue sembianze, simbolo universale dell’innocenza infantile, e la brutalità dei suoi comportamenti, dall’abuso di droghe alla dipendenza dal sesso. Gigione, sfaccendato, amante dei videogame e dei party scatenati, Ted è il tipico amico che nessuna fidanzata vorrebbe accanto al proprio compagno, quello di cui si è costretti a dire: “Scegli: o me o lui”. Eppure, in fondo, superata l’irritazione per i festini a base di prostitute, per l’abuso di marijuana e per le notti insonni provocate dalle sue intemperanze, la natura di tenero orsacchiotto ha la meglio su quella di effrenato viveur e rende impossibile non amarlo.

Una visione leggera e intelligente per chi ama la comicità americana dal sapore forte ma lontana anni luce dal pecoreccio fine a se stesso di sottoprodotti come American Pie.

 

 

Voto: 2,5/4

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