Interviste

IL CALENDARIO DI SETTEMBRE 2019

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Dopo mesi estivi piuttosto fortunati, soprattutto grazie agli incassi de Il re leone, la stagione cinetografica entra nel vivo con i tantissimi film in uscita a settembre. Tra i più attesi, certamente Martin Eden con Luca Marinelli, il secondo capitolo di It, C'era una volta... a Hollywood di Quentin Tarantino e Ad Astra con Brad Pitt. Eccovi il calendario completo.

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locandina-harlockDopo essere stato presentato nella sezione fuori concorso all’ultimo Festival Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Capitan Harlock 3D è pronto ad inaugurare l’annata cinematografica 2014 con l’uscita sugli schermi di tutta Italia in data 1 Gennaio.
Il giapponese Shinji Aramaki dirige questa epica pellicola che merita un’attenzione più curata e meno sbrigativa per poterla capire appieno. Innanzitutto è scontato, ma inevitabile, sottolineare il grande rischio che un film come questo decide di assumersi. Infatti la figura di Capitan Harlock ha segnato intere generazioni di piccoli e grandi fans e decidere di produrre una sorta di rebot è una scelta che metterebbe chiunque sotto la lente molto critica e spinosa degli appassionati più affezionati e dunque “conservatori”. Eppure la carta più vincente che la pellicola dimostra di giocare è proprio questa sua capacità di saper unire il vecchio con il nuovo, il passato con il presente, provando ad accontentare tutti (storici fans e neofiti al personaggio).


Capitan Harlock 3D ha una scrittura in pieno stile manga, prima ancora che anime (questo il nome con cui vengono chiamati i lavori d'animazione giapponesi tratti per la maggior parte dai manga per l’appunto, ovvero i fumetti nati in oriente) rievocando dunque una certa cadenza drammaturgica molto verbosa e prolissa che stancherà gli adolescenti di oggi abituati alla frenesia e il movimento ma non turberà di sicuro chi di anime ne ha masticate, anche se obiettivamente è giusto sottolineare che la pellicola risulta davvero eccessiva in alcune situazioni e che si trascina stancamente per circa 2 ore anche quando sembra aver esaurito le idee. Per calarsi perfettamente ai giorni nostri però, il regista  utilizza una tecnica grafica davvero straordinaria che sta migliorando sempre più anno dopo anno. Scordatevi il "fotorealismo" di Final Fantasy, qua si viaggia a livelli molto più alti, sia per la perfezione dei dettagli sia per le scelte dei movimenti di macchina, avvalendosi inoltre di un utilizzo della terza dimensione mai invadente e molto calibrato.  
L’epicità e la mitologia della saga originale tornano alla luce anche grazie ai contenuti narrativi che il film mette in scena. Realizzando una sorta di prequel, o di origin story, Shinji Aramaki sul piano dei contenuti non suggerisce nulla di particolarmente potente o innovativo, però la scelta tematica ammicca ancora una volta al rapporto vecchio-nuovo, esortando a superare i propri limiti, cercando di superare gli ostacoli che ci isolano dagli altri, fidandoci di loro e cercando, nella novità, una sorta di erede.
Se non è una dichiarazione di intenti questa…

 

Voto: 2,5/4

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