Interviste

IL CALENDARIO DI SETTEMBRE 2019

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Dopo mesi estivi piuttosto fortunati, soprattutto grazie agli incassi de Il re leone, la stagione cinetografica entra nel vivo con i tantissimi film in uscita a settembre. Tra i più attesi, certamente Martin Eden con Luca Marinelli, il secondo capitolo di It, C'era una volta... a Hollywood di Quentin Tarantino e Ad Astra con Brad Pitt. Eccovi il calendario completo.

Leggi tutto...

american-hustle-poster-2Dopo l’acclamatissimo e superpremiato – e risulta ancora difficile capire perché – Il lato positivo, David O’Russell torna nelle sale con un’opera intrigante, la cui sceneggiatura, firmata dallo stesso O’Russell insieme a Eric Warren Singer era stata eletta tra le migliori non prodotte del 2010. Inoltre, il cast comprendeva attori del calibro di Christian Bale – che O’Russell già aveva diretto nel capolavoro The Fighter – Amy Adams e dell’accoppiata del suo ultimo film: Bradley Cooper e la diva del momento – con annessi dubbi – Jennifer Lawrence.

Il soggetto è notevole: siamo negli anni ’70 e il truffatore Irving Rosenfeld (Christian Bale), assieme alla sua collega e amante Sydney (Amy Adams), sono costretti a collaborare con l’FBI, e in particolare con l’agente Richie DiMaso (Bradley Cooper) per incastrare politici e senatori corrotti, uno su tutti il sindaco Carmine Polito (Jeremy Renner).

 

Ad un primo e fugace sguardo al soggetto non si può non pensare ad Argo, l’ultimo (e meritato) premio oscar per miglior film firmato da Ben Affleck. Purtroppo, però, dopo pochi minuti ci si rende conto subito di come American Hustle – che lasciava ben sperare con l’iniziale citazione da Il Monello di Chaplin – sia in realtà un ibrido, un film confuso, a dispetto di una sceneggiatura comunque intricata che nel finale ha il suo punto di forza. La pellicola, però, presenta non pochi problemi, in quanto i personaggi sembrano delle macchiette stereotipate (Jeremy Renner è al limite dell’imbarazzo), incapaci di far respirare davvero l’atmosfera degli anni che raccontano, presi dall’essere sempre sopra le righe a costo di irritare (la sopravvalutata Jennifer Lawrence, per cui si vocifera addirittura una nomination) se si escludono ovviamente Amy Adams, bravissima, e Christian Bale, sempre ottimo, anche con pancia e riporto. Protagonisti a parte, è il passaggio continuo di registro tra dramma, spionaggio, melodramma sentimentale e comicità, che risulta estremamente squilibrato, tanto da cadere spesso nel grottesco. Se era tutto voluto, allora è perfetto, ma qualche dubbio rimane. Non è comunque tutto da buttare, in quanto l’intreccio nel finale riscatta parzialmente quanto visto fino ad allora, in un film che comunque regala alcune sequenze degne di nota e in cui si è portati a sperare che si sia trovata una stabilità che permetta di godere appieno del film, come nel caso del cammeo di Robert De Niro, che finalmente ricorda chi è veramente.

The Fighter è stato quindi solo una bella e piccola parentesi?

 

Voto: 2/4

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