let-the-wrong-one-in

Conor McMahon (From the Dark, Stitches) presenta al Trieste Science + Fiction Festival Let the Wrong One In: definirlo un horror sarebbe sbagliato, poiché ne ha le caratteristiche generali, ma quest’opera è una commedia a tutti gli effetti. Matt (Karl Rice, Sing Street, Dating Amber), commesso di un supermercato, rivede dopo diverso tempo il fratello Deco e scopre che è stato trasformato in vampiro. Ora spetta a lui decidere cosa fare: tentare di salvare il fratello o lasciare che venga ucciso dal cacciatore di vampiri interpretato da Anthony Head (celebre per la serie tv Buffy, l’ammazzavampiri).

Dilemma interessante da cui partire, ma che è solo vagamente accennato per creare una serie quasi infinita di gag assurde e demenziali come in un cartone animato. Tutto è irrazionale e insensato, ma è proprio questo il punto forte della pellicola: lo è volutamente. McMahon è il primo che sa di aver creato qualcosa di goliardico e stupido, ma l’intento è far divertire e rilassare per 90 minuti, e ci riesce.

Il film gioca sugli stereotipi del genere: non solo delle pellicole sui vampiri, sia quelle di nicchia che quelle più famose che hanno cambiato il genere, ma anche a classici film horror come Shining. Azzeccata anche la scelta dell’attore della celebre serie tv Buffy che non è un serio e spietato cacciatore di creature oscure, quanto un tassista ossessionato dai treni diventato parodia del cacciatore di vampiri, capace di rompere un po’ lo stereotipo.

Gli stessi vampiri non sono creature malvagie a caccia di sangue: sono prima di tutto un gruppo di amiche ubriache e in cerca di divertimento, una fidanzata arrabbiata che non sopporta la suocera e un fratello novello vampiro goffo, senza il minimo buon senso e totalmente impacciato.

Come si intuisce, non si tratta di una pellicola alta e ricercata, come è abbstanza evidente già dai primi fotogrammi: forse anche per la situazione mondiale che stiamo vivendo, può essere azzeccata per passare una serata distensiva. Davvero un film senza senso, ma che alla fine forse un senso ce l’ha. Non è un capolavoro, certo, ma se si vuole vedere ettolitri di sangue a spruzzo, violenza, scene raccapriccianti, allora questo è il film che fa al caso vostro.

Voto: 2/4

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più vai alla sezione Privacy e sicurezza.