jakobs-wife

Travis Stevens, produttore di molte pellicole quali We Are Stille Here, si lancia di nuovo alla regia con Jakob’s Wife dopo La ragazza del terzo piano, presentato al Trieste Science + Fiction Festival, e dirige due icone del genere horror come Barbara Crampton, in veste qui anche di produttrice (Omicidio a luci rosse, Re-Animator, From Beyond - Terrore dall’ignoto) e Larry Fessenden (Il buio nell’anima, The Dead Don’t Die).

Anne è la moglie dello zelante reverendo Jakob Fedder della chiesa della piccola comunità e vive un matrimonio tranquillo, ma oramai spento. La scomparsa di una giovane locale fa comprendere ancora di più ad Anne la sua grigia e banale esistenza che la spinge ad accettare di rivedere un vecchio fidanzato che non l’ha mai dimenticata. Mentre rivangano i ricordi, vengono brutalmente attaccati. Anne sopravvive e torna a casa, ma scopre di avere due buchi sul collo, una grande e nuova energia e una grande sete.

La pellicola risulta molto peculiare soprattutto perché la storia dei vampiri diviene un mero pretesto per affrontare tematiche contemporanee. La trasformazione di Anne fa tornare a galla problemi sopiti che la donna non aveva la voglia e il coraggio di affrontare. Vuole finalmente essere sentita, al tempo stesso l’immagine pubblica della coppia viene messa in discussione dalla comunità e i coniugi devono comprendere cosa valga veramente di essere salvato. La narrazione è rara dato che i protagonisti di queste storie sono spesso giovani muscolosi e aitanti, qui invece sono persone che hanno superato la cinquantina, ma non per questo devono essere succubi, deboli o inoffensivi.

Anche Jakob presenta delle sfumature da notare: non è solo il marito e pastore bigotto, che messo davanti all’evidenza tenta di salvare l’anima della moglie, desidera che tutto torni come prima, fino ad accettare che questo è impossibile. La vita non è così semplice come declama nei suoi sermoni la domenica mattina.

Fessenden e Crampton sono un’ottima coppia: ben calibrata, l’uno non soverchia l’altro, ma si mettono vicendevolmente in ottima luce. Nota di merito alla Crampton che riesce ad essere convincente prima nella parte di donna debole e poi di rinata vampira aggressiva e determinata.

Il film è un horror a tutti gli effetti: sangue a volontà, teste mozzate a morsi, paletti infilzati, ma riesce a strappare anche qualche risata che non guasta mai. Con successo ci si spaventa, in definitiva carino.

Voto: 2/4

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più vai alla sezione Privacy e sicurezza.