Night-Raiders

Night Raiders, opera prima di Danis Goulet, regista canadese, è stato presentato prima alla Berlinale nella sezione Panorama e al Toronto Film Festival e ora approda al Trieste Science + Fiction Festival 2021, in concorso per il Premio Asteroide. Trai produttori, da segnalare la presenza di Taika Waititi, neozelandese, autore tra gli altri di Thor: Ragnarok e Jojo Rabbit.

2043: il Nord America è uscita da una guerra civile che ha lasciato solo distruzione e devastazione. La Repubblica controlla militarmente le città dove i cittadini sono privati di ogni diritto e lasciati nella misera ad eccezione della capitale Emerson. I bambini stessi vengono strappati alle loro famiglie per trasformarli in soldati perfetti senza scrupoli. La madre Niska (Elle-Màija Tailfeathers), originaria del popolo Cree, cerca di difendere la figlia Waseese (Brooklyn Letexier-Hart), al tempo stesso cercando per la piccola un futuro migliore.

La regista progetta un film distopico a trazione femminile che risulta essere interessante, soprattutto considerando come sia la sua prima fatica, ma sono anche da segnalare qualche nota di biasimo. Le due attrici sono molto brave, riuscendo a mostrare il rapporto madre e figlia in un mondo devastato con diverse sfaccettature e sfumature. Niska vuole solo il bene della ragazzina di 11 anni, fino ad abbandonarla, pur di vederla felice e con un futuro diverso da quello che vive lei. È proprio questo che, se fosse stato approfondito maggiormente, avrebbe presentato una nuova chiave di interpretazione ai film apocalittici di guerra. La pellicola a metà della trama vira infatti su tematiche politiche odierne: la colonizzazione e il rapporto fra comunità indigene americane e i governi statunitensi, rievocando problematiche complesse e profonde, non ancora risolte. Non a caso anche le sole musiche presenti sono canti popolari provenienti dalle diverse culture dei popoli indigeni. Lo stesso termine Cree è un appellativo applicato a diversi popoli indigeni del Nord America.

Concludendo, il film si presenta semplice, ben recitato e interessante, non tutto si amalgama bene, per la volontà di mettere insieme varie tematiche. Indubbiamente, però, considerando che è la sua prima volta alla regia, la canadese Goulet è sicuramente da tener d’occhio.

Voto: 2,5/4

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