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Grande attesa per i fan irriducibili di Stephen King: la Bad Robot di J.J. Abrams, in collaborazione con Hulu (già insieme per la miniserie 22/11/'63), ha confezionato una perla ad hoc gli adepti del Re del Brivido. Si tratta di Castle Rock, serie che rielaborerà le pagine di King mettendo al centro della narrazione prprio quella cittadina immaginaria dalla collocazione spaziale oscura (Maine? Oregon? Le fonti sono a tratti discordanti), punto nevralgico per orrori che tanti sonni hanno turbato, il cui nome tradisce un'ispirazione nettamente letteraria (Castle Rock è una montagna presente nel romanzo Il signore delle mosche di William Golding).

C'era una volta, ma non molto tempo fa, a Castle Rock...”: questo l'incipit di Cujo, una delle opere più note e amate di King. Solo uno dei tasselli che compongono un vero e proprio mosaico del terrore: dal cane idrofobo che assedia una donna e il suo figlioletto si passa pindaricamente (e con rimandi interni, marchio di fabbrica dello scrittore americano) alla Zona morta del cervello di Johnny Smith, preda di visioni profetiche e terribili dopo un incidente stradale quasi mortale. E ancora La metà oscura, Stagioni diverse, Cose preziose, fino al recente Doctor Sleep (seguito del cult Shining).

“You have no idea what's happening here, do you?(“Non hai la minima idea di ciò che sta succedendo qui, vero?”): solo una battuta nel teaser trailer di Castle Rock, ma sufficiente per scatenare entusiasmo e curiosità, tanto più che alcuni riferimenti ai libri di King sono cristallini, a partire dalla presenza di Bill Skarsgård (destabilizzante Pennywise nell'attesissimo adattamento di It, in sala dal 19 ottobre) e di Sissy Spacek (protagonista del film Carrie – Lo sguardo di Satana per la regia di Brian De Palma, che affrontò l'arduo compito di portare sullo schermo il primo romanzo dello scrittore del Maine, Carrie).

Già si vocifera di un'atmosfera horror psicologica dalla narrazione intima, “un'epica saga di oscurità e luce tra i boschi del Maine”. Che il countdown abbia inizio, dunque. Perché, come afferma King, “il mostro non muore mai. Lupo mannaro, vampiro, mangiacadaveri, innominabile creatura di boschi o ghiacciai, il mostro non muore mai.”

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