tuffatori

A Mostar, una città della Bosnia-Erzegovina, un gruppo di tuffatori si procura di che vivere dando spettacolo grazie a un'impresa unica: buttarsi da un ponte sospeso su un fiume a 25 metri di altezza. I turisti, strabiliati per la bellezza della location, donano generose mance agli uomini coraggiosi in cambio di un'emozione da vivere col fiato sospeso.

Con I tuffatori, nella sezione TFFDOC al Torino Film Festival 2020, Daniele Babbo firma un piccolo grande documentario, un film semplice ma al tempo stesso potentissimo che inizia il racconto dall'impresa sportiva (se così possiamo definirla) mostrandone i segreti e il duro allenamento che vi sta dietro, per poi spostare la focale su una passione che diventa un lavoro prima ancora che un'ossessione. Sembra di rivedere molto dell'impresa di Alex Honnold in Free Solo, tuttavia qui non ci sono sponsor, non ci sono droni, non c'è nessuna gloria: pura sopravvivenza.

Ecco allora che, nella seconda parte del film, il regista sposta nuovamente l'attenzione delle sue cineprese per raccontare uno spaccato di vita, di Storia ancora oggi troppo spesso emarginato. La guerra si vede, si sente, si respira. I tuffatori protagonisti dell'omonimo film erano soldati e non temono una caduta nel vuoto più di quanto abbiano temuto un proiettile in fronte. Da vedere.

Voto: 2,5/4

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