Torino Film Festival 2018

pretenders

Dopo lo scandalo sessuale che lo ha travolto in prima persona, James Franco torna dietro la macchina da presa per raccontare un’insolita amicizia tra tre ragazzi appassionati di arte e cinema. Si respira tutto l’amore dell’autore nei confronti della settima arte. Proprio come il giovane protagonista viene infatti folgorato dalla bella di turno, anche Franco si è innamorato del cinema per poi instaurare con lui una relazione d’amore profondamente radicata e altalenante: il colpo di fulmine, il matrimonio, il divorzio e poi la ricongiunzione.

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happy-colin

Colin Burstead (Neil Maskell) organizza un grande ricevimento familiare per l’ultimo giorno dell’anno. Tutti i suoi parenti vengono invitati portandosi appresso una massiccia dose di risentimenti, vecchie ferite mai rimarginate e ostilità tutt’altro che velate. Le unità di spazio, tempo e azione vengono mantenute dal regista Ben Wheatley, al ritorno al Torino Film Festival dopo High Rise Free Fire, che si diverte a massacrare il quieto vivere senza però ricorrere a facili svolte narrative o retoriche (il rischio di dar vita a una versione inglese di A casa tutti bene era piuttosto elevato, ma Wheatley ne esce indenne).

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front-runner

Jason Reitman ha sempre firmato opere interessanti e convincenti. Certo, manca ancora a palesarsi la maturazione definitiva, il suo “capolavoro”, però non si può che apprezzare lo sguardo fresco e versatile di un cineasta che non ha paura a mettersi in gioco e a spaziare tra i generi. The Front Runner , film di apertura del 36esimo Torino Film Festival, è l’ennesimo tassello di un puzzle eterogeneo ma accattivante in grado di restituire il talento e la sapienza di un autore troppo spesso dimenticato.

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high-life

Complesso raccontare qualcosa di vagamente sensato dopo appena una proiezione di High Life, uno dei film più belli e complessi firmati da Claire  Denis che astrae il suo sguardo alla massima potenza regalando un’esperienza cinematografica d’altri tempi. La navicella sperduta nello spazio profondo è sicuramente metafora di tante cose: della vita, della morte, della vita dopo la morte. I suoi abitanti siamo tutti noi, con le nostre paure, insicurezze e allucinazioni.

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 wildlife

Presentato alla settimana della critica dell’ultimo Festival di Cannes prima dello sbarco in concorso al 36simo Torino Film Festival, Wildlife è un esordio solido e maturo. Paul Dano, celebre attore del sottobosco autoriale hollywoodiano, porta sul grande schermo un dramma familiare di tutto rispetto, basato e sostenuto dalle perfette interpretazioni dei suoi protagonisti Jake  Gyllenhaal e Carey  Mulligan che, probabilmente poiché guidate da un loro “collega”, riescono a coinvolgere al punto giusto il pubblico in un avvolgente e potentissimo ritratto di famiglia (con tempesta).

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