TFFDopo i primi 2 giorni molto ricchi di titoli, il Torino film festival si concede una piccola pausa, proponendo lungo questa giornata una ricca scelta di titoli firmati da Joseph Losey (L’assassino di Trotsky, La giungla di cemento, L’inchiesta dell’ispettore Morgan, Linciaggio, e altri ancora), diversi documentari che prendono parte alla vasta rassegna dedicata a questo genere (che ormai è un classico del festival), come What is this film called love? di Mark Cousin che ha girato questo documentario con un cellulare e soli 10 dollari di budget, oppure il delicato Mother di  Vorakorn Ruetaivanichkul che indaga proprio il rapporto tra il regista e la madre malata, rimasta disabile dopo un tentativo di suicidio. La Festa Mobile presenta l’atteso Ruby Sparks della coppia di registi Dayton-Faris che, dopo il sorprendente Little Miss Sunshine, tornano alla commedia con questa pellicola che già ha riscosso un ampio consenso alla scorsa edizione del festival di Locarno. Ma il fermento principale è scaturito per l’ultimo lavoro del prolifico e amato Sion Sono, che, dopo essere stato protagonista della retrospettiva proprio l’anno scorso, torna a Torino con Kibou No Kuni. Leones, presentato a Venezia 69, viene presentato nella sezione TorinoFilmLab, dedicata ai film maker emergenti; mentre si prospetta un lavoro decisamente curioso il film americano V/H/S firmato da diversi registi che provano ad omaggiare il genere horror attraverso la tecnica del found fotage.{jcomments on}

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