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Warcraft - L’inizio è solo l’ultima conferma di una tendenza che, da Super Mario Bros. (1993) in poi, non fa altro che ripetersi: il successo su console non è necessariamente sinonimo di qualità e successo nelle sale cinematografiche, anzi. Sono moltissimi i casi di enormi flop, rarissimi i film soddisfacenti, mentre per trovare pellicole qualitativamente elevate bisogna distaccarsi dall’adattamento, come nel caso di Tron (1982) e Ralph Spaccatutto (2012), che hanno preso solo ispirazione da videogiochi esistenti. I tentativi non sono comunque mancati, a partire dai picchiaduro: l’errore più grosso in Street Fighter - Sfida Finale (1994, con Raul Julia e Jean Claude Van Damme) è stato voler dare a tutti i costi una trama, ma è anche vero che a Mortal Kombat (diretto nel 1995 da P. W. S. Anderson) e a Mortal Kombat: Distruzione totale, che di trama non ne avevano, non è toccata una sorte migliore, come del resto al peggiore dei 4, Tekken. Se Tomb Raider e per la saga di Resident Evil (7 film, di cui 4 diretti da Anderson, ancora lui) l’attrattiva maggiore arrivava, rispettivamente, da Angelina Jolie nei panni di Lara Croft e da Milla Jovovich in quelli di Alice, per il pubblico femminile la scelta di Jake Gyllenhaal per Prince of Persia è azzeccata, ma purtroppo non si può dire lo stesso per Bob Hoskins, che offre le sue abilità di caratterista per un prodotto infimo come il già citato film su Super Mario. Tra i titoli più celebri non si può non citare Hitman, adrenalinico in console e confusionario su grande schermo, come del resto Doom, dove resta celebre la sequenza girata in soggettiva per omaggiare il videogame. Need for Speed è un onesto action movie sulla scia di Fast and Furious, tra i migliori del genere, mentre la delusione arriva da Silent Hill, incapace di ridonare le atmosfere tenebrose e misteriose del videogame.

Di seguito i più celebri, con i loro (pochi) pro e i (molti) contro, in rigoroso ordine cronologico.

Super Mario Bros. (1993)

Chi non ha mai fatto almeno una partita su console Nintendo manovrando il buffo ed eroico idraulico con baffoni neri e salopette rossa? Un conto, tuttavia, è il mondo in 8bit, un altro è un prodotto live action di dubbio gusto che vede Bob Hoskins protagonista sprecato in un intreccio ridicolo che affonda in uno sviluppo inverosimile, con effetti speciali da dimenticare. Game Over.

 

Street Fighter - Sfida Finale (1994)

L’errore vero in questa pellicola, come già detto, è stato voler a tutti i costi inserire una trama. Il desiderio dei fan del picchiaduro più famoso della storia degli Arcade Games, poi passato anche su console, era probabilmente vedere Ryu, Ken e gli altri protagonisti darsele di santa ragione, cosa che avviene ma, ed è un vero paradosso, in maniera ridotta e abbastanza ridicola. Uno degli ultimi film per il compianto Raul Julia, cui è dedicato, che interpreta il perfido Mr. Byson. You Lose.

 

Mortal Kombat (1995)

In risposta a Street Fighter - Sfida Finale, ecco il picchiaduro più violento e dalle tinte horror rispondere anche in campo cinematografico. Paul W. S. Anderson rinuncia totalmente alla trama (bene, bravo) per lasciare spazio agli scontri all’ultimo sangue. Il risultato però è un prodotto mediocre, con una colonna sonora techno in linea con lo stile della pellicola, che non è comunque da disprezzare anche a livello visivo, visto che si tratta comunque di un film di 21 anni fa. Per gli appassionati potrebbe addirittura essere gradevole, a patto di spegnere totalmente il cervello e non aver alcuna pretesa a livello artistico. Fatality.

 

Lara Croft: Tomb Raider (2001)

Senza dubbio un piacere per gli occhi per il pubblico maschile, il film di Simon West è un prodotto pensato e creato per omaggiare l’indubbia bellezza di Angelina Jolie, somigliante alla protagonista, ma che, per il resto, aveva ben poco da offrire. Trama e azione che vorrebbero ricalcare i grandi film d’avventura del passato ma che in realtà altro non fanno che provocare il desiderio di accendere la console. Per dimenticare.

 

Resident Evil (2002)

Il discorso per Resident Evil è molto simile a quanto già detto per Tomb Raider. Alice, diretta dall’esperto di genere, P. W. S. Anderson, è la bellissima Milla Jovovich, che dona personalità alla protagonista in una saga dall’indubbio successo, con 7 film all’attivo e una risposta di pubblico decisamente positiva. La critica per film simili ha poco senso, gli appassionati possono ritenersi soddisfatti (almeno dei primi capitoli) mentre agli altri, giustamente, continuerà ad importare poco, ignorandoli completamente.

 

 

Doom (2005)

Sparatutto horror in soggettiva di enorme successo, Doom diventa un film nel 2005 “grazie” alla regia di Andrzej Bartkowiak, che porta sul grande schermo un’opera pacchiana e sostanzialmente inutile, pronta ad attirare nelle sale solo i fan più accaniti, probabilmente rimasti delusi. Neanche The Rock riesce a portare carisma al suo piatto e innocuo personaggio, con una sequenza in soggettiva come unica cosa da ricordare. Se proprio è necessario.

 

Prince of Persia (2010)

La produzione avrà pensato che dopo Angelina Jolie e Milla Jovovich anche il pubblico femminile dovesse avere un motivo per essere portato in sala a vedere un film tratto da videogioco. Ecco allora Jake Gyllenhaal, nei panni del protagonista, saltare da un tetto all’altro, scandendo il ritmo del film con i duelli, senza trama e senza spessore. Verrebbe quasi da dire che il videogame, a partire dalla versione in 8bit, visivamente è quasi più accattivante.

 

Need for Speed (2014)

Forse secondo solo a Gran Turismo, Need For Speed è un celeberrimo titolo pensato per gli appassionati dei videogiochi di auto. La versione cinematografica, godibile e senza pretese, è a tutti gli effetti una sorta di versione light di Fast & Furious, con tutti i cliché e gli stereotipi di genere, prevedibile in molti passaggi, ma indubbiamente spettacolare nelle sequenze di guida, a tratti adrenaliniche. Contro ogni pronostico, tra i titoli migliori, ma va detto che la concorrenza ha aiutato, e molto.

 

 

Il futuro

Dopo il successo planetario ottenuto dal 2010 in poi, decretando un’incredibile ascesa di Rovio (incapace poi di rinnovarsi, per cui tornata quasi nell’anonimato ora), Angry Birds è pronto a varcare la soglia del grande schermo. Dal trailer le aspettative sono molto basse, ed è un peccato, perché il videogioco era davvero molto divertente. Lo stesso discorso sembra valere per Ratchet & Clank, ottimo titolo Insomniac che ha da poco visto la luce anche su PS4 dopo essere stato un successo per PS2, mentre la vera attesa è per la trasposizione del capolavoro Ubisoft, Assassin’s Creed, con Michael Fassbender nel ruolo del protagonista, accompagnato da Marion Cotillard; i due hanno già lavorato insieme per Macbeth, c’è da augurarsi che il risultato sia migliore.

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