Mostra di Venezia 2012

la-cinquieme-saisonÈ inverno in un piccolo paese delle Ardenne, dove si vive di agricoltura e allevamento, dove l'amore adolescenziale nasce teneramente tra gli alberi e la fine della stagione fredda si celebra ancora bruciando il fantoccio di paglia, per lasciarsi alle spalle i rigori e espiare i peccati. Ma accade qualcosa d'inaspettato: il falò non si accende. E, da quel momento, la natura interrompe il suo corso: i campi non producono più frutto, le mucche rifiutano di dare il latte, le api non concedono la dolcezza del loro miele. Le stagioni si susseguono, ma nel villaggio è sempre inverno, grigio, freddo e implacabile. E all'amore e alla solidarietà si sostituiscono la fame e la follia.

 

 

Leggi tutto: LA CINQUIEME SAISON di Peter Brosens, Jessica Woodworth (2012)

three-sisters-una-scena-tratta-dal-documentario-di-wang-bing-249542Presenza quasi fissa nella competizione principale nell’era Müller, il cinema cinese nell’edizione targata Barbera ha trovato posto unicamente nel Fuori Concorso, una scelta che risulta più che giustificata alla luce dell’alto livello delle tante pellicole asiatiche proposte in laguna, prime su tutte Pietà di Kim Ki-duk e Thy Womb di Brillante Mendoza, in lizza per il Leone d’Oro.

Tra gli autori cinesi comunque presenti al Lido spicca il nome di Wang Bing, che, con la sua ultima fatica Three Sisters, ha chiuso la sezione Orizzonti. Già conosciuto dal popolo del Festival per aver firmato il film a sorpresa del 2010, lo sconvolgente The Ditch, ambientato nei campi di prigionia cinesi degli anni ’50, che mostrava i soprusi e le umiliazioni subite da chi veniva considerato un oppositore del regime, il regista era tra i grandi attesi del Fuori Concorso.

 

 

 

Leggi tutto: THREE SISTERS di Wang Bing (2012)

kiss-of-the-damned Settimana della critica, evento speciale. Alessandra “Xan” Cassavetes, figlia dell’immenso regista John. Kiss of the Damned, horror che cavalca l’onda del vampirismo cinematografico (Twilight docet): c’è di che incuriosirsi e pensare che il film meriti una recensione. La visione smentisce clamorosamente tutto ciò.

Kiss of the Damned è incentrato sulle vicende di due sorelle vampire, opposte una all’altra: la prima (la star francese Josephine de la Baume), infelice della propria condizione, si innamora di un umano (Milo Ventimiglia) e lo trasforma; la seconda (Roxane Mesquida) sguazza allegramente e placidamente (si fa per dire) tra copule e omicidi efferati. Inutile dirlo, i problemi di comunicazione non si faranno attendere.

 

 

Leggi tutto: KISS OF THE DAMNED di Xan Cassavetes (2012)

373812 2559825283754_1497699531_2834515_1621455482_nLa maternità e la condizione delle donne sembrano essere i temi chiave di questa 69^ edizione della Mostra di Venezia: un fil rouge che avvolge diverse pellicole presenti al Lido, dal film di Kim Ki-duk a quello di Bellocchio (in particolare nel personaggio di Isabelle Huppert), dall'algerino Yema all'israeliano Héritage. E la maternità (mancata) è anche l'asse portante del magnifico lavoro di Brillante Mendoza, il più noto e rappresentativo regista filippino. Sinapupunan (Thy Womb), l'ultimo lavoro di quello che è ormai uno dei più osannati autori degli ultimi anni (e che si porta già in tasca un premio vinto a Cannes per Kinatay nel 2011), inizia con una sequenza quanto mai impressionante: un parto, filmato praticamente dal vero.

 

Leggi tutto: THY WOMB di Brillante Mendoza (2012)

company20you20keep20bioQuando Frantic incontra Come eravamo. Così si può riassumere in breve la trama dell’ultima fatica di Robert Redford, The company you keep, fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. L’ultrasettantenne Redford veste, poco verosimilmente, i panni di un avvocato, vedovo e padre di una bambina di appena undici anni, che attira l’attenzione di un giovane reporter in seguito all’arresto di una terrorista ricercata da trent’anni dall’FBI. Il reporter scopre che sotto la facciata impeccabile dell’avvocato si nasconde un vecchio amico della terrorista, accusato insieme a lei e ad altre due persone di una rapina con omicidio, costringendolo alla fuga alla ricerca di una prova di innocenza.

A un intrigo in realtà molto più lineare e scontato di quanto vorrebbe essere, si aggiunge l’elemento sociopolitico che il regista, da buon liberal, non si fa mai mancare: il gruppo terroristico sotto accusa è quello realmente esistito dei Weather Underground che durante la guerra del Vietnam organizzò attentati contro il governo americano per protestare contro la mattanza in terra orientale.

 

 

Leggi tutto: THE COMPANY YOU KEEP di Robert Redford (2012)

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