Interviste

IL CALENDARIO DI SETTEMBRE 2019

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Dopo mesi estivi piuttosto fortunati, soprattutto grazie agli incassi de Il re leone, la stagione cinetografica entra nel vivo con i tantissimi film in uscita a settembre. Tra i più attesi, certamente Martin Eden con Luca Marinelli, il secondo capitolo di It, C'era una volta... a Hollywood di Quentin Tarantino e Ad Astra con Brad Pitt. Eccovi il calendario completo.

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la-cinquieme-saisonÈ inverno in un piccolo paese delle Ardenne, dove si vive di agricoltura e allevamento, dove l'amore adolescenziale nasce teneramente tra gli alberi e la fine della stagione fredda si celebra ancora bruciando il fantoccio di paglia, per lasciarsi alle spalle i rigori e espiare i peccati. Ma accade qualcosa d'inaspettato: il falò non si accende. E, da quel momento, la natura interrompe il suo corso: i campi non producono più frutto, le mucche rifiutano di dare il latte, le api non concedono la dolcezza del loro miele. Le stagioni si susseguono, ma nel villaggio è sempre inverno, grigio, freddo e implacabile. E all'amore e alla solidarietà si sostituiscono la fame e la follia.

 

 

È un'apocalisse silenziosa e inesorabile quella messa in scena in La cinquième saison da Peter Brosens e Jessica Woodworth, registi belgi attivi soprattutto nel documentario. Un film complesso e profondamente simbolico, che ha diviso i giudizi come pochi altri lavori visti a Venezia 69. Se certo non è nuova la scelta dell'ambientazione in un microcosmo rurale destinato a essere sconvolto dall'esplosione di tensioni interne (pensiamo solamente a un film come il nostro Il vento fa il suo giro), il tema della rivalsa della natura sull'uomo trova una rappresentazione originale e di sconvolgente intensità.
Sublime quanto crudele, formalmente perfetto, La cinquième saison è un film fortemente pittorico, freddo e stilizzato come un quadro di Brueghel, ma decisamente debitore di tutto lo stile dell'arte fiamminga. Cinematograficamente parlando, i due registi sembrano guardare a Tarkovsky e probabilmente anche al più recente Melancholia di Von Trier. È così che una cura estrema dell'inquadratura si accompagna a una narrazione che cresce d'intensità e racchiude al suo interno una lunga serie di significati: la paura del diverso, la ricerca del capro espiatorio, l'innocenza dell'infanzia e della giovinezza che viene distrutta dalla corruzione del mondo adulto.
Impeccabili gli attori, in particolare i giovanissimi Aurélia Poirier e Django Schrevens, magnifica la fotografia, solennemente trascinante la colonna sonora. Comunque lo si giudichi, quello di Brosens e Woodworth è un film che non lascia indifferenti.

 

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