Interviste

IL CALENDARIO DI OTTOBRE 2019

ottobre-2019
 
 
Ricchissimo il calendario di ottobre delle uscite cinematografiche, a partire dall'attesissimo Joker, recente Leone d'Oro a Venezia. Questo mese escono però anche Le verità di Hirokazu Kore-Eda, lo spin off de Il grande LebowskiThe Jesus Rolls - Quintana è tornato di John Turturro, il nuovo Terminator, e interessanti opere italiane come il nuovo thriller di Donato Carrisi (con Toni Servillo e Dustin Hoffman) e l'ultima pellicola di Salvatores.
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Outrage BeyondNel 2005 ci fu il repentino cambiamento di rotta: i classici Yakuza-movie firmati Takeshi Kitano avevano lasciato spazio alla sperimentazione e alle novità surrealiste di Takeshis' (2005), Glory to the Filmmaker! (2007) e Achille e la tartaruga (2008). Nel 2010 il regista giapponese riprese la retta via con Outrage (visto a Cannes nel 2010), per la gioia dei suoi fan più accaniti. In concorso alla 69. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia viene presentato il sequel Outrage Beyond.

 

 

 

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Otomo (interpretato da Kitano stesso) è tornato: uscito dal carcere, vuole ristabilire l’ordine nella malavita giapponese spodestando il clan dei Sanno. Chi potrà fermarlo? I poliziotti corrotti, gli ex Yakuza oramai in pensione e i nuovi leader di zona sono in subbuglio. Un samurai ferito è pronto a qualsiasi cosa pur di vendicare l’onore. Kitano fa ripartire la narrazione da dove si era interrotta: i personaggi e le trame del primo film lasciano spazio alla più sanguinaria delle vendette che non si arresterà fino a quando l’ultimo dei traditori avrà pagato il conto.

L’ormai sessantacinquenne regista giapponese non ha più il guizzo dei bei tempi, sono lontani gli anni in cui con Fiori di fuoco incantava tutti vincendo il Leone d’Oro. La parentesi sperimentale appare oggi come un tentativo di ritrovare la strada smarrita; riproporre qualcosa di originale dopo anni di harakiri e sparatorie non era facile, e infatti l’esperimento si è concluso rapidamente. Questo ritorno all’azione non ha però giovato, imbrigliando Kitano in un genere apparso ormai usurato.

Consapevole che la violenza non mancherà, il pubblico deve sorbirsi l’estenuante prologo (40 minuti possono essere considerati un prologo?) composto esclusivamente da dialoghi e, anche quando l’eccessiva verbosità lascia spazio alle sparatorie, il ritmo della pellicola non decolla mai. L’eroe invincibile e le guerre fratricide hanno fatto il loro tempo, nessuno è più disposto a stupirsi di un dito mozzato o di una palla da baseball che colpisce ripetutamente un volto.

Una volta Kitano disse di apprezzare ma non capire Fellini e di essersi stufato della violenza al cinema. Dopo i continui cambi di rotta e l’ennesimo ridondante sfoggio di sangue, oggi siamo noi a non capire lui.

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