Interviste

IL CALENDARIO DI NOVEMBRE 2019

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Scorsese, Polanski, Allen: cosa chiedere di più a questo calendario delle uscite in sala di novembre? Un mese ricchissimo, che vede anche il ritorno di Ken Loach, di Frozen, l'arrivo della Palma d'Oro Parasite e di un atteso film d'animazione italiano come La famosa invasione degli orsi. Senza dimenticare che anche gli attori possono tirare fuori doti da regista, come dimostrano i casi di Edward Norton, Casey Affleck e Marco Bocci. Di seguito, tutte le uscite del mese.
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Non si può certo dire che quest’anno a Venezia siano mancati i documentari. Dopo Enzo Avitabile Music Life di Jonathan Demme, Stories We Tell di Sarah Polley e Bad 25 di Spike Lee, è arrivato, anche per questo “genere”, il momento dell’Italia.

Daniele Vicari, dopo il successo di Diaz, torna alla modalità registica che ha contraddistinto gli inizi della sua carriera con La nave dolce, importante documento di una pagina recente della storia del nostro paese.

Il 7 agosto 1991 la nave Vlora salpa dall’Albania per raggiungere le coste pugliesi. A bordo ci sono circa ventimila persone, molte delle quali stavano prendendo il sole in spiaggia quando la comparsa dell’enorme imbarcazione li convincerà ad abbandonare ogni cosa (senza passare da casa) nella speranza di raggiungere una vita migliore. La nave, un vecchio mercantile, era appena arrivata al porto di Durazzo, da Cuba, con un carico di diecimila tonnellate di zucchero. Mentre si effettuavano le operazioni di scarico, la folla letteralmente impazzita salì sopra costringendo l’equipaggio a fare rotta verso l’amata Italia.

 

 

 

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Il giorno successivo il formicaio di uomini e donne giunge al porto di Bari, molti si gettano in mare pur di arrivare prima, ma a terra troveranno un’accoglienza molto diversa da quella che si aspettavano.

Daniele Vicari racconta con estrema maturità una triste pagina italiana, anche dal punto di vista politico. L’allora capo di stato Cossiga pronunciò un duro discorso contro il sindaco del capoluogo pugliese per le modalità con le quali ha gestito la situazione: le decine di migliaia di albanesi vennero infatti chiusi nello stadio San Nicola, dove riuscire a dare a tutti quanti cibo e acqua sembrava impossibile. L'ordine fu emesso dal governo, al quale Dalfino cercò di opporsi suscitando l'ira del capo di stato.

Come per Diaz, seppur legato al cinema di finzione, il regista dimostra un’eccellente capacità nel raccontare la coralità delle situazioni: attraverso l’enorme mole di materiale di repertorio a disposizione, organizza un montaggio in grado di raccontare le tante facce dello sbarco. Dall’iniziale realizzarsi di un sogno al ritorno alla disperazione di sempre.

La stragrande maggioranza degli albanesi venne infatti rispedita a casa, via mare o via aerea, anche se molti riuscirono a rimanere in Italia. Fortunatamente o meno non ci è dato saperlo.

Al racconto della vicenda, si alternano le interviste di persone che c’erano sulla nave: tra questi da segnalare la presenza di Kledi, il noto ballerino scoperto da Maria De Filippi, a quei tempi un ragazzino che immaginava l’Italia come quel paradiso che in realtà non è mai stato.

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