Interviste

IL CALENDARIO DI OTTOBRE 2019

ottobre-2019
 
 
Ricchissimo il calendario di ottobre delle uscite cinematografiche, a partire dall'attesissimo Joker, recente Leone d'Oro a Venezia. Questo mese escono però anche Le verità di Hirokazu Kore-Eda, lo spin off de Il grande LebowskiThe Jesus Rolls - Quintana è tornato di John Turturro, il nuovo Terminator, e interessanti opere italiane come il nuovo thriller di Donato Carrisi (con Toni Servillo e Dustin Hoffman) e l'ultima pellicola di Salvatores.
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THE-MASTER-POSTERQuando si trova un cane randagio e sperduto, che vaga senza meta da un giaciglio all’altro, grattandosi le pulci e accumulando rabbia, può venire la tentazione di salvarlo. Lo si porta a casa, lo si nutre e gli si presentano i membri della famiglia: lo si accoglie. Il cane non è abituato alla vita domestica, viene dalla strada: perciò morderà, sporcherà e distruggerà tutto quello che trova. E quando avrà fatto pipì sul tappeto buono e avrà inzaccherato di fango il divano del salotto, quando avrà morso il postino e rovinato le begonie, ci arrabbieremo così tanto che ci verrà voglia di prenderlo a calci. Ma un attimo prima di riversare la nostra delusione su di lui, colpevole di non aver imparato l’educazione, ci rivolgerà uno sguardo appassionato e disperato a un tempo e noi ci rabboniremo all’istante. “Cane cattivo” gli diremo picchiettandogli il giornale sul naso, ma con delicatezza, senza riuscire ad essere veramente arrabbiati. Senza riuscire a smettere di amarlo per quello che è: un randagio.

 

Questo è quanto accade a Lancaster Dodd, scienziato, letterato e filosofo per sua definizione, tutti titoli che possono talvolta diventare sinonimi di ciarlatano, all’incontro con Freddie Quell, rozzo marinaio mentalmente disturbato e alcolista: vorrebbe educarlo al guinzaglio, anche se a un guinzaglio di un certo tipo. Dodd è infatti il fondatore (il Master del titolo) di un’organizzazione para-religiosa che assomiglia come una goccia d’acqua al fondatore di Scientology, Ron Hubbard, e che come lui pubblica libri dove profetizza la salvezza dell’umanità attraverso metodologie discutibili come i viaggi temporali. In Quell trova un ottimo barman e una fonte inestinguibile di problemi per sé e per i suoi seguaci: il rapporto che si instaura tra i due assume mille sfumature (padre-figlio, maestro-allievo, cane-padrone….) ed è questo, più che la tanto discussa questione religiosa, ad interessare principalmente Paul Thomas Anderson.

Ritratto di due personalità dolenti, per aspetti diversi e complementari tra loro, The Master affida a una regia formalmente perfetta e a due interpreti che definire in stato di grazia è forse poco tutta la sua potenza. Se Quell costituisce una figura di outsider abbastanza standardizzata (passato difficile, mancanza di amore e di affetto, personalità autodistruttiva), pur se raccontata magnificamente da un claudicante e borbottante Joaquim Phoenix, più complesso è Dodd (il sempre grande Philip Seymour Hoffman), guru insicuro, incapace di gestire le proprie menzogne pseudo-scientifiche, che sotto la facciata di pacato leader spirituale nasconde violenti scoppi di rabbia e una sottomissione alla moglie.

Si tratta indiscutibilmente di un film solido, lucido, che beneficia anche di una splendida colonna sonora (a firma Jonny Greenwood che già compose le musiche de Il petroliere) ma che, a dispetto delle attese, non giunge neanche a sfiorare il capolavoro preannunciato, arrivando anche a perdersi un po’ in una seconda parte meno efficace, soprattutto dal punto di vista puramente visivo, della prima.

Gli spettatori e i molti fan del regista dovranno comunque attendere gennaio 2013 per vedere al cinema The Master, la cui uscita sarà forse anche resa problematica dal formato (70mm) con cui è stato parzialmente realizzato: sono poche le sale attrezzate per questo tipo di proiezione.

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