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spike lee  

bad 25Esattamente nel giorno in cui ricorre il venticinquesimo anniversario dall’uscita dell’album Bad, Spike Lee presenta fuori concorso alla 69^ Mostra del cinema di Venezia la sua ultima fatica Bad 25, un documentario affettuosamente sentito che rende omaggio agli esordi della straordinaria carriera di Michael Jackson, amico stimato ed ammirato prima ancora che popstar internazionale entrata di diritto nell’immaginario collettivo.

 

 

 

 

L’opera si concentra giustamente sull’album forse più completo e compiuto del cantante, sicuramente quello per cui verrà ricordato da qui all’eternità. Dopo aver pubblicato, nel 1982, Thriller (entrato nella storia della musica con 30 milioni di copie vendute negli Stati Uniti e 70 milioni nel resto del mondo, record tutt’ora imbattuto), Jackson capisce perfettamente che per bissare questo successo planetario dovrà superare se stesso: sempre sotto l’egida di Quincy Jones, fa uscire nel 1987 l’album Bad, vertice assoluto del suo debordante potenziale artistico. Nel documentario si susseguono le testimonianze di tanti collaboratori abituali, senza il cui lavoro Jackson non avrebbe raggiunto la popolarità di cui ha goduto, e di cantanti a lui molto legati, come Stevie Wonder, che ripercorrono le tappe più significative del processo creativo alla base di Bad. Eterno Peter Pan, attorno a Jacko sono gravitate le più disparate voci, alcune smentite altre confermate, come si conviene a tutte le leggende della musica o del cinema. Tratto distintivo assolutamente incontestabile, ben messo in risalto da Spike Lee, è la sua fragilità emotiva, minata da una popolarità a volte per lui insostenibile, tanto da ricorrere a veri e propri travestimenti per poter godere di quell’anonimato di cui sente fisiologicamente il bisogno.

 

Tra i momenti più significativi del film sono sicuramente da citare i retroscena dei video (pardon, dei cortometraggi, come amava specificare Jackson) di Bad, diretto da Martin Scorsese prendendo spunto dalle coreografie di Jerome Robbins per West side story, e di Smooth criminal in cui Jacko rende omaggio a Fred Astaire. Ammirevole, infine, il pudore con cui Lee ricorda la prematura scomparsa di questa vera e propria icona pop.

 

Michael, we just can’t stop loving you.

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