Interviste

IL CALENDARIO DI OTTOBRE 2019

ottobre-2019
 
 
Ricchissimo il calendario di ottobre delle uscite cinematografiche, a partire dall'attesissimo Joker, recente Leone d'Oro a Venezia. Questo mese escono però anche Le verità di Hirokazu Kore-Eda, lo spin off de Il grande LebowskiThe Jesus Rolls - Quintana è tornato di John Turturro, il nuovo Terminator, e interessanti opere italiane come il nuovo thriller di Donato Carrisi (con Toni Servillo e Dustin Hoffman) e l'ultima pellicola di Salvatores.
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superstar-xavier-giannoli-posterSvegliarsi un giorno qualunque, essere stati sino alla sera prima una persona qualunque, e rendersi conto di non esserlo più, inspiegabilmente. C’è chi ne sarebbe felice, il più esibizionista e vanitoso non desidererebbe altro, mentre i più timidi e schivi lo vedrebbero come il peggiore incubo. Ma la domanda sorge comunque spontanea: Perché? O meglio, “puorquoi?”, come direbbe Martin Kazinski (Kad Merad), il protagonista di Superstar, la pellicola di Xavier Giannoli in concorso a Venezia, che tanto ricorda l’episodio di Roberto Benigni in To Rome with Love, uno dei pochi riusciti della pellicola di Woody Allen. Martin si sveglia un mattino e improvvisamente viene fotografato da tutti, i ragazzi in metro gli chiedono autografi, gli fanno video con i cellulari e accorrono in massa appena lo riconoscono, per non parlare delle radio e delle tv che intrattengono il pubblico con notizie sul suo quotidiano, futili, ma che fanno audience. Già, audience, questa potrebbe essere la parola chiave per interpretare il film di Giannoli, che a dire la verità mostra la sua morale in maniera sin troppo chiara e diretta, ma comunque molto efficace, raccontando l’ascesa e il declino del mito, un po’ come si faceva con i vecchi film di gangsters.

 

 

 

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Ma in questo caso il protagonista è un uomo qualunque, un uomo “banale”, come viene definito in un’intervista, e proprio per questo piace alla gente, che in lui si riconosce, che in lui ripone fiducia e che copia quasi come un gregge ogni piccola cosa che Kazinski fa. L’audience è crudele, un mostro in nome del quale non si guarda in faccia a nessuno, sempre per ottenere quella percentuale d’ascolto in più che tradotto significano soldi, pubblicità, gloria. Effimera, breve, ma comunque gloria. E in effetti è singolare, ma significativo, che la persona famosa sia colei che ha deciso di dire di no al successo facile, di restare nell’anonimato, un uomo in controtendenza nel mondo attuale. Il film di Giannoli fa sorridere, ma in maniera agrodolce, infatti è decisamente amaro il retrogusto che rimane sul palato osservando la società cinica dell’apparenza, dello share e del voyeurismo in cui viviamo oggi. L’unica pecca del film è la lunghezza eccessiva, soprattutto nella seconda parte del film, in cui la descrizione del declino è minuziosa fino allo sfinimento e, se da un lato aiuta l’immedesimazione e l’empatia, dall’altro rischia di annoiare. Il pregio maggiore della pellicola è invece la grande abilità di Kad Merad di coinvolgere lo spettatore, di immedesimarlo completamente nelle vicende del suo personaggio, in un vortice di dubbio che dal primo all’ultimo minuto assilla, portandolo ad interrogarsi seriamente sul perché della sua fama e sul cambiamento repentino, che porterà l’operaio alla follia. Interessante, senza dubbio, Superstar è un film che porta a riflettere sulla facilità di ottenere successo al giorno d’oggi e come sia altrettanto facile perdere una fama tanto effimera, in quanto, ed è in questo caso significativa la battuta pronunciata da un rapper nel film, «Un tempo gli artisti si chiedevano come diventare famosi, ora le persone famose si chiedono come diventare artisti». È una denuncia forte quella di Giannoli, che a tratti può risultare demagogica e scontata, ma che senza dubbio stimola lo spettatore con provocazioni efficaci. Applausi in sala, meritati.

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