Interviste

IL CALENDARIO DI OTTOBRE 2019

ottobre-2019
 
 
Ricchissimo il calendario di ottobre delle uscite cinematografiche, a partire dall'attesissimo Joker, recente Leone d'Oro a Venezia. Questo mese escono però anche Le verità di Hirokazu Kore-Eda, lo spin off de Il grande LebowskiThe Jesus Rolls - Quintana è tornato di John Turturro, il nuovo Terminator, e interessanti opere italiane come il nuovo thriller di Donato Carrisi (con Toni Servillo e Dustin Hoffman) e l'ultima pellicola di Salvatores.
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DR KW_0067-660x439La nutrita sezione documentaristica di Venezia 69 ha tanti titoli in serbo per il pubblico. Tra l’esordio con Enzo Avitabile Music Life, ritratto del versatile polistrumentista partenopeo ad opera di Jonathan Demme e Bad 25, in cui Spike Lee ci racconterà la sua visione del re del pop, Michael Jackson, si colloca l’album di famiglia di Sarah Polley, regista canadese conosciuta soprattutto per il delicato Away from her.

Attraverso un intreccio piuttosto pasticciato di interviste, filmati di famiglia veri e ricostruiti e riprese della registrazione di una voce narrante interna alle vicende, la Polley vuole presentare l’altrettanto intricata epopea biografica che, partendo dalle eclettiche gesta della madre Diane, bionda ed eccentrica aspirante attrice teatrale, arriverà fino alla scoperta del padre biologico, avvenuta a ventotto anni.

 

 

 

Nonostante non manchino, sia a livello contenutistico che di strutturazione narrativa, gli spunti per un prodotto insolito e affascinante, le intenzioni si perdono in un marasma fragile e artificioso, dove si mescolano facili sentimentalismi e ricerca del sensazionalistico emozionale, dove le vicende umane vengono assoggettate a una cornice del tutto posticcia e ad effetto incorporato, in un mercimonio di sentimenti che lascia francamente perplessi.

Particolarmente disturbanti risultano i segmenti di finto found footage che, si svela verso la fine, sono stati ricostruiti per ricreare spumeggianti quadretti giovanili in costume Seventies della madre Diane alle prese con le proprie vicissitudini sentimentali ed esistenziali. Se mal si integrano con i veri frammenti tratti dai filmati domestici dei Polley, creano un effetto di straniamento malsano, al giustapporsi dei volti degli autentici protagonisti e dei loro finti doppi più giovani.

Sfugge il significato di questa operazione, al di là del personale bisogno dell’autrice di catartizzare una vicenda umana piuttosto destabilizzante e sicuramente fuori dal comune: alla fine si ha l’impressione di aver origliato una riunione di famiglia con tanto di proiezione di diapositive annesse, e non è una bella sensazione.

 

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