SOUAD

Vincitore della 28esima edizione di Sguardi Altrove Film Festival e diretto dalla regista Ayten Amin, già passato alla Berlinale e selezionato per rappresentare l'Egitto agli Oscar, Souad è un'opera delicata e sensibile che racconta le contraddizioni della gioventù egiziana contemporanea, divisa tra la modernità e i social e una cultura tradizionalista ancora dominante e spesso schiacciante.

Questa dicotomia che la Amin va a esplorare è ben rappresentata dalla vita della 19enne al centro del film: Souad è una studentessa che vive in una società ancora dominata da un patriarcato oppressivo e da un islamismo rigido, a dispetto della cultura dell'apparenza e della superficialità prodotta dal mondo digitale. Al tempo stesso, come le coetanee di tutto il mondo, Souad soffre soprattutto per un amore infelice. Dopo una prima parte dedicata a questo personaggio, la regista sposta il punto di vista su sua sorella Rebab e su Ahmed, amato da Souad, per raccontare il loro peregrinare tra le strade di Alessandria, in un incontro che è rielaborazione necessaria di una tragedia.

Ed proprio in questa seconda parte che il film di Ayten Amin decolla e mostra tutta la sua grazia: questo ritratto dell'Egitto moderno sospeso tra contrapposizioni che creano enormi divari culturali nella vita di tutti i giorni, soprattutto quella dei giovanissimi e delle donne, è davvero interessante per capire la situazione delle donne nel Paese nordafricano e, più in generale, il Medio Oriente, tra progressismo, differenze sociali e tradizionalismo. Un film che dietro lo stile sommesso, con la pur inflazionata estetica del pedinamento, svela diverse tematiche, recitato benissimo da tutti.

Voto: 2,5/4

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