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Danny cerca Max per dirgli che è incinta, ma scopre che sta con un'altra ragazza: questa, Avishag (vera protagonista della storia), inizia una relazione con lui, ma è attratta da un altro uomo. All Eyes Off Me, in concorso a Sguardi Altrove Film Festival, è un ritratto generazionale dedicato alla gioventù contemporanea israeliana di cui la stessa regista e sceneggiatrice Hadas Ben Aroya, al suo secondo film, fa parte anagraficamente.

Una gioventù fluida, liberal, sessualmente disinvolta, ma in definitiva sperduta, incapace di trovare la verà intimità, come ha spiegato la regista a Sguardi Altrove. I ragazzi e le ragazze di All Eyes Off Me si muovono tra feste, alcool, droghe, relazioni fugaci, in uno spaesamento reso benissimo dalla bella sequenza iniziale ambientata nel party (con un dialogo sull'aborto che svela tutta l'incapacità delle nuove generazioni di esternare davvero le proprie emozioni), e poi dall'atteggiamento ambiguo e disincantato di Avishag, che dietro la sua indole (anche sessualmente) trasgressiva nasconde una grande fragilità.

Il film si divide in tre atti e spiazza, sorprende, imbarazza, attrae e respinge al tempo stesso. La carnalità è esplicita e manifesta: l'attrice Elisheva Weil è amica della regista ed è protagonista di scene erotiche molto realistiche (anzi, autentiche, a quanto pare) con il suo vero fidanzato (Leib Levin) che interpreta Max. Si crea così un corto circuito tra finzione e realtà che si rispecchia in un progetto sincero e audace, già presentato alla Berlinale 2021, nella sezione Panorama.

Voto: 2,5/4

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