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Purtroppo, non è ancora ora di smettere di parlare d'amianto e delle drammatiche conseguenze che la lavorazione di questo materiale ha prodotto su cittadini e lavoratori, anche per la negligenza criminale di un intero settore industriale. Proprio questa colpa storica è al centro di Le Tombeau de l’amiante: chronique d’un désastre annoncé, documentario presentato in concorso a Sguardi Altrove Film Ferstival 2021 che mostra la quarantennale inchiesta giornalistica condotta da Marie-Anne Mengeot, anche regista insieme a Nina Toussaint.

La prospettiva è quella belga, patria dell'azienda Eternit, ma l'inchiesta e il film allargano il punto di vista con un respiro internazionale, che mostra decenni di morti e ingiustizie in Europa, a partire dagli archivi dei programmi della televisione RTBF. La grande mole di materiali, insieme ad altri filmati, è la struttura su cui la Mengeot snocciola con precisione e senza prolissità date e tappe di questa tragica pagina del Novecento. Già all'inizio del secolo scorso si ipotizzarono gli effetti nefasti sulla salute provocati dalla lavorazione dell'asbesto, e in particolare dall'inalazione delle sue polveri. Certamente gli industriali ne avevano la piena consapevolezza dagli anni 60, ma minimizzarono, mentirono, nascosero, con la connivenza di governi passivi e incapaci di intervenire. Il risultato è la morte di operai e cittadini per asbestosi, mesotelioma, tumore al polmone, le malattie fatali collegate all'amianto che hanno colpito non solo i lavoratori, ma anche i loro famigliari e persone che semplicemente vivevano nelle vicinanze delle fabbriche. 

Il doc di Mengeot/Toussaint è rigoroso e insieme accessibile, e mostra uno straordinario lavoro giornalistico che ha spaziato dal Belgio a Regno Unito, Francia, Italia. Un lavoro che strazia nei momenti delle testimonianze delle vittime e che ci ricorda come l'emergenza sia tutt'altro che finita: malgrado l'amianto sia al bando ormai da molti anni, ancora se ne continua a morire, anche a causa della lunga gestazione di queste malattie che possono manifestarsi dopo decenni. Solo in Italia si stimano 6mila morti l'anno: e proprio il caso italiano, in particolare il dramma causato dalla Eternit di Casale Monferrato, ha un ruolo centrale nel film delle registe belghe.

Per approfondire il tema, si consiglia anche la visione di un altro doc, Polvere. Il grande processo dell’amianto (2011), che racconta proprio l'azione giudiziaria contro i capi della divisione piemontese della Eternit, la quale purtroppo (per il momento) non ha avuto una condanna penale (dopo la prescrizione in Cassazione è però partito un processo bis). Nel 2017, in compenso, in una causa civile la corte di Bruxelles ha dichiarato l'azienda responsabile per la morte di una cittadina belga, Françoise Vannoorbeek-Jonckheere. Un primo passo che dà speranza e da cui parte proprio Le Tombeau de l’amiante, che ci fa capire come sia ancora urgente raccontare questa storia.

Voto: 2,5/4

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