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THIS CHANGES EVERYTHING

Il MeToo è il terremoto che ha sconvolto con maggiore intensità il mondo dello spettacolo nella storia recente di Hollywood, aprendo un dibattito intenso sul sessismo e sulla discriminazione all'interno dell'industria cinematografica americana. L'inclusione delle donne e delle minoranze è il grande tema di questi anni, su cui riflette il film che ha chiuso la 27esima edizione di Sguardi Altrove Film Festival. Documentario diretto nel 2018 da Tom Donahue, This Changes Everything (da non confondersi con l'omonimo doc sulla questione ambientale del 2015) vede la partecipazione di tantissime star come Geena Davis (fondatrice dell'Institute on Gender in Media che porta il suo nome), Meryl Streep, Reese Witherspoon, Natalie Portman, Shonda Rhimes, Jessica Chastain e molte altre, registe e sceneggiatrici comprese.

Lo scandalo Weinstein e il movimento di MeToo in realtà sono un punto non di partenza bensì di arrivo per questo film, che scava ben più profondamente nel sistema discriminatorio di Hollywood, risalendo addirittura alle sue origini. Sino agli anni '20, le donne addette alla regia e alla sceneggiatura erano moltissime, una situazione che poi si è radicalmente modificata con l'intervento degli investimenti bancari negli studios e che si è mantenuta quasi invariata fino agli anni recenti. Il film di Donahue esplora anche altri episodi fondamentali, come la "ribellione" della ristrettissima minoranza di registe della Directors Guild of America negli anni '80, l'operato del Geena Davis Gender in Media, della regista e sceneggiatrice Maria Giese e della critica Maureen Ryan (che ha convinto FX a cambiare drasticamente le quote interne di donne e minoranze), sino ad arrivare alla Women's March contro Trump di inizio 2017.

Quando si parla di lotte femministe a Hollywood, negli ultimi anni spesso si è rischiato di scivolare sull'eccesso di politicamente corretto (che paradossalmente finisce con l'essere controproducente per la causa), ma This Changes Everything, pur non essendo immune da punte di retorica, ha il pregio di focalizzarsi in modo esaustivo su un tema che non può essere ignorato: le donne sono oggettivamente penalizzate nel campo della regia e l'entertainment, altrettanto innegabilmente, gioca ancora su un'immagine stereotipata e spesso sessista del femminile. La strada del cambiamento è ancora lunghissima.

Voto: 2,5/4

 

 

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