Your-Turn

Benvenuti nel film “Your Turn. Si apre con questa frase il documentario diretto da Eliza Capai (Here is so Far, The Tortoise and the Tapir). Il lungometraggio, che ha vinto il prestigioso Amnesty International Film Award alla Berlinale 2019, segue il movimento studentesco brasiliano dalle proteste del 2013 fino all’elezione nel 2018 del nuovo presidente, Bolsonaro.

Volgendo la macchina da presa dove non era mai stata rivolta, la regista lascia che a raccontare questi cinque anni di proteste siano i loro stessi protagonisti. In particolare, Eliza Capai porge il microfono a tre liceali di São Paulo: Koka, Nayara e la brillante Marcela.

“Hai superato i tuoi cinque minuti, ora tocca a me”. I narratori si scambiano la parola, si confessano, ci mostrano quanto loro stessi hanno filmato e lo commentano mentre le immagini scorrono. Ciò che tutti e tre chiedono a gran voce non è solo l’accesso libero e gratuito all’istruzione, ma anche la fine delle strutture razziste e sessiste che non hanno mai smesso di regolare il paese.

La scelta di affidare la narrazione a tre adolescenti, evitando qualsiasi tipo di voce extradiegetica, rende la pellicola talvolta confusa e frammentaria. Ma lo si perdona. Alla regista va infatti il merito di aver saputo costruire un film di grande impatto visivo, alternando materiale d’archivio a toccanti testimonianze. Il tutto al ritmo, giovane ed energico, del funk e della musica elettronica.

In definitiva, Your Turn è un film che ci coinvolge e ci sfida dall’inizio alla fine. Lo dice il titolo stesso: Espero tua revolta. Una chiamata alle armi che non può lasciarci indifferenti.

Voto: 3/4

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