Interviste

IL CALENDARIO DI OTTOBRE 2019

ottobre-2019
 
 
Ricchissimo il calendario di ottobre delle uscite cinematografiche, a partire dall'attesissimo Joker, recente Leone d'Oro a Venezia. Questo mese escono però anche Le verità di Hirokazu Kore-Eda, lo spin off de Il grande LebowskiThe Jesus Rolls - Quintana è tornato di John Turturro, il nuovo Terminator, e interessanti opere italiane come il nuovo thriller di Donato Carrisi (con Toni Servillo e Dustin Hoffman) e l'ultima pellicola di Salvatores.
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Las Niñas Bien è il secondo lungometraggio fiction della regista messicana Alejandra Márquez Abella, presentato al Film Festival di Toronto e alla Festa del Cinema di Roma nel 2018 prima di sbarcare a Sguardi Altrove 2019. Sceneggiatura tratta dall’adattamento del libro omonimo di Guadalupe Loaeza, il film narra la storia di un gruppo di donne della ricca borghesia messicana prima e durante la crisi economica del 1982, dove le apparenze contano più della vita reale.

Film drammatico e caustico, incentrato sulla vita di una ricca coppia borghese, Sofia (la bravissima Ilse Salas) e il marito Fernando (Flavio Medina), che nel giro di un anno, da un tenore di vita lussuoso e privilegiato, precipitano a un livello sociale inferiore e si ritrovano a fare i conti con quei nouveau riches, che fino a poco prima evitavano con arroganza.

In Messico la divisione sociale tra classi alte e basse è particolarmente marcata e la regista, con particolare maestria, punta lo sguardo su una ristretta cerchia al femminile (Las Niñas Bien), che detta i parametri di appartenenza al gruppo. Dalle feste e i gioielli, al Club sportivo, ai figli rigorosamente affidati alle tate, si passa allo sbigottimento e al fallimento di una vita vissuta sulle apparenze. La Marquez Abella dirige con perizia e piglio sicuro, mantenendo per l’intera durata un buon ritmo, sostenuto da trovate originali e pungenti nella messa a fuoco del progressivo sgretolamento del castello dorato della coppia. Continuo slittamento nella ripresa dei personaggi, da un linguaggio cinematografico classico ad un impianto teatrale/operistico, dove sono ripresi frontalmente e non utilizzando campo e controcampo. Uso drammaturgico delle musiche (diegetiche e non) brillante e ben orchestrato.

Due i leitmotiv principali: un breve intermezzo vivace di sole percussioni, che fa da contrappunto alla dura giornata della “brava ragazza”, tra un pranzo con le amiche, una partita di tennis, un cocktail party ecc.; un secondo leitmotiv, una melodia malinconica e insistentemente cupa, che lentamente interviene a sottolineare i momenti di consapevolezza della caduta sociale. Ulteriori chicche musicali: il dialogo immaginario che la protagonista intrattiene con Julio Iglesias e poi, a un ritrovo mondano, nel momento drammatico in cui realizza che non c’è via di fuga al disastro, sente in sottofondo la cover di Loretta Goggi “Maldita primavera”. Nelle ultimissime inquadrature, l’accettazione di Sofia del nuovo status, per sopravvivere, reso con un bellissimo ed esplicito sguardo in macchina.

Film lucido e dissacrante, sostenuto da una perizia alla macchina da presa del tutto originale e da un uso drammaturgico della musica calibrato ad hoc, pesantemente provocatorio e sferzante.  

Che dire? Consigliata caldamente la visione.

Voto: 3/4

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