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badbadwinter

In anteprima italiana a Sguardi Altrove Film Festival, si segnala Bad Bad Winter, notevole primo lungometraggio della regista e sceneggiatrice kazaka Olga Korotko, già presentato all’ACID Cannes 2018, che racconta una rimpatriata tra la figlia di un ricco uomo d’affari di Astana e i suoi compagni di classe, destinata a prendere una piega inaspettata.

Thriller cupo, anomalo e ben costruito. Sull’incipit di una felice riunione di vecchi compagni di classe nella vecchia casa della nouveaux riche Dinara (Tolganay Talgat), in seguito alla richiesta di denaro per coprire un omicidio, s’innesta un crescendo di tensione e violenza che sfocerà in un finale imprevisto. Tematiche centrali: invidia, revanche, lotta di classe, triangolo amoroso e istinto atavico di sopravvivenza su tutte. Ottime prove attoriali e caratterizzazione dei personaggi sfaccettata e convincente: spiccano sul gruppo l’integerrima Dinara e il suo più feroce antagonista Aibek (Zhalgas Zhamgazin).

Interessante la scelta di filmare i due attori, nei monologhi di asserzione dei propri principi, dal basso in alto, conferendo visivamente, a ognuno dei contendenti, una statura morale per le proprie ragioni. La regista parte con un andamento narrativo tranquillo e senza cali di tensione, intervallato da alcune inquadrature atipiche e fortemente simboliche sui dettagli, per raggiungere un climax di suspense inusuale. All’inizio, durante i vari duelli psicologici, la macchina da presa si sposta sul notiziario locale in TV, inquadrando un lupo che sbrana un cagnolino legato alla catena. Il rimando simbolico all’istinto di sopravvivenza, fulcro dell’intero film, pone allo spettatore la domanda cruciale: nel gioco al massacro che si viene lentamente e sottilmente a creare, chi è il lupo e chi il cagnolino? Come per ogni buon thriller la risposta non è scontata e prevede qualche inatteso colpo di scena.

Voto:2,5/4

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