Serie tv

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Cosa attende i Baudelaire? Dopo La Sinistra Segheria, che ha chiuso la prima stagione di Una serie di sfortunati eventi con cui Netflix ha portato sul piccolo schermo i romanzi di Lemony Snicket, da oggi è possibile immergersi nuovamente nelle avventure dei tre giovani orfani, alle prese con la fuga dal Conte Olaf (Neil Patrick Harris) e ora rinchiusi in una scuola dall’aria tutt’altro che rassicurante.

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Si potrebbe chiamare “fase due della Marvel/Netflix”, parlando di ciò che accade post Defenders, ed è Jessica Jones ad aprire le danze (Punisher merita infatti un discorso a parte). Tuttavia, come accaduto con i “fratelli maggiori” del grande schermo, anche in questo caso si assiste ad un calo nella qualità – che, a dire la verità, già con Iron Fist e Luke Cage non aveva confermato quanto di buono fatto vedere con Daredevil o con la prima stagione di Jessica Jones – presentando un prodotto che non rende giustizia ad un personagio che meriterebbe ben altra attenzione.

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Anno 2384, il concetto di morte sembra ormai essere superato. La coscienza e tutte le funzioni della vita umana si possono trovare all'interno di una pila, che può essere spostata da un corpo all’altro, chiamato “custodia”. Ci si trova di fronte all’immortalità, in un mondo in cui solo i Mat (Matusalemme) guardano con superiorità le vite dei comuni esseri umani e nutrono particolari servigi, avendo la possibilità di cambiare continuamente le loro custodie. In uno scenario in cui a far da padrone sono prostituzione e corruzione, Takeshi Kovacs (Joel Kinnaman) viene risvegliato dal suo sonno da un ricco Mat di nome Laurens Bancroft (James Purefoy), per poter risolvere il suo misterioso caso di omicidio.

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Sulla linea di quanto visto negli ultimi mesi al cinema, anche il piccolo schermo si rivolge ai generi cyberpunk e sci-fi. Un anno dopo il non esaltante Ghost in the Shell interpretato da Scarlett Johansson e a pochi mesi di distanza dal formidabile sequel di Blade Runner, anche Netflix entra prepotentemente nell'universo distopico, parlando di come la razza umana si possa presentare in un prossimo futuro e di come in essa possa coesistere il legame tra corpo e anima. Bastano già le poche immagini iniziali per capire che Altered Carbon è una serie futuristica che alla base della narrazione ha il concetto del mettere in dubbio la morte definitiva a favore della possibile reincarnazione. Si parla di "custodie" e di come gli esseri umani possono essere conservati all'interno di questi speciali involucri. Già l'intro di apertura, accompagnata dalla presenza di un serpente, sta proprio a simboleggiare il processo di mutamento e di cambio pelle, come se l'esistenza sia più attratta da una somiglianza con il mondo dei rettili che da quello col genere umano.

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Disponibile su Netflix

1884. Si intrecciano le vicende del criminale Frank Griffin (Jeff Daniels) e del suo giovane pupillo Roy Goode (Jack O’Connell). Il primo è in cerca di vendetta e insieme alla propria banda si mette alla ricerca del secondo, dopo essere stato tradito e ferito. Roy troverà riparo a La Belle, cittadina che a causa di un incidente, è composta quasi praticamente da sole donne. Alle situazioni dei due ex colleghi, si incastreranno anche le storie dello sceriffo Bill McNue (Scott McNairy), in cerca di un proprio riscatto famigliare, e quella di Alice Fletcher (Michelle Dockery), donna decisa e caparbia, che ha come obiettivo quello di proteggere il fuggitivo Roy. Lasciato alle spalle il notevole incipit del primo episodio, Godless si affida alla forza dei sui personaggi per dettare il ritmo di una serie che brilla, ma che nella fase centrale viaggia a luce non costante.

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