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Serie tv

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Nella notte tra il 19 e il 20 settembre sono stati assegnati gli Emmy Awards, il corrispettivo degli Oscar per il piccolo schermo. La corona va a The Crown, perdonate il gioco di parole, ma anche a Ted Lasso e La regina degli scacchi. Tra gli attori premiati, la strepitosa Kate Winslet per Omicidio a Easttown, Olivia Colman e Ewan MacGregor. Ancora una volta, gli attori del cinema impongono il loro valore anche nella formalità seriale. Ed è bello vedere attrici non più giovanissime (si veda anche Gillian Anderson) chiamate a ruoli che consentano loro di dare il meglio, con i giusti riconoscimenti.

Leggi tutto: Emmy Awards 2021, tutti i vincitori

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Su Netflix

Misantropa, tecnofoba, divertentissima snob. La personalità di Fran Lebowitz, nota umorista americana, è talmente anticonvenzionale da meritare, dieci anni dopo il documentario Public Speaking (2010), un’intera serie. A dirigere Lebowitz è ancora una volta l’amico di una vita Martin Scorsese, che siede con lei al tavolino di un prestigioso club privato di Manhattan e le lascia tempo e spazio per parlare di qualsiasi cosa. “Non ho potere ma sono piena di opinioni”, mette in chiaro la protagonista.

Leggi tutto: FRAN LEBOWITZ – UNA VITA A NEW YORK, la recensione della serie

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Su Sky Atlantic

Com’è bello il mondo di Luca Guadagnino. Un mondo utopico in cui non esistono minoranze, pregiudizi, differenze di classe ed etichette idiote. O meglio, esistono, eccome se esistono, ma stanno al di fuori, come sfocate, lasciate sullo sfondo: presenze incombenti che permeano tutto come una coltre.

Leggi tutto: We Are Who We Are, la recensione della serie di Luca Guadagnino

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In questi anni abbiamo assistito a diversi tentativi di riprendere saghe del passato per farne reboot o remake, spesso con risultati alquanto discutibili. In particolare il mondo del cinema e delle serie tv, seppur sfornando sempre nuove idee e nuovi talenti, nei suoi momenti di maggiore difficoltà ha deciso di raccogliere a piene mani dall’immaginario passato per riportare sul grande e il piccolo schermo cult che con gli anni sono entrati indelebilmente nella memoria degli spettatori, pescando nell’oceano di ricordi provenienti principalmente dagli anni Ottanta. Chi scrive si è appassionato alla settima arte partendo, soprattutto per questioni anagrafiche, proprio grazie a tali lungometraggi, per questo forse non vede sempre di buon occhio il rimescolare e il miscelare personaggi e storie che considera in parte un pezzo della propria infanzia. Di fronte alla serie tv Cobra Kai però gli ideatori Josh Heald, Hayden Schlossberg e Jon Hurwitz sono riusciti a ricreare in maniera eccellente parte delle atmosfere che aleggiavano intorno alla saga di Karate Kid rendendo nel contempo l’operazione fruibile anche per le nuove generazioni che si affacciano per la prima volta a tale mondo, senza scadere semplicemente in una campagna nostalgica ma sviluppando trama e caratteri in modo intelligente e mai banale.

Leggi tutto: COBRA KAI, la recensione

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Su Sky

Da Piccolo Cesare Il padrino, dagli Scarface a Gomorra, difficilmente il pubblico smetterà di essere affascinato dall'universo criminale e dalla figura romantica del gangster, che pure cinema e tv hanno già raccontato in infinite salse. L'ultimo tassello di questa infinita rappresentazione del Male e delle pieghe oscure della società capitalistica è racchiuso in Gangs of London, serie originale Sky creata da Gareth Evans e Matt Flannery che rappresenta uno dei prodotti imperdibili del 2020 e certamente tra i più grandiosi degli ultimi anni. La vicenda prende il via dall'omicidio del potente boss Finn Wallace (Colm Meaney): la sua morte misteriosa scatena la vendetta della famiglia ora guidata dal figlio Sean (Joe Cole) con l'appoggio del braccio destro Ed Dumani (Lucian Msamati), e disgrega il fragile e capillare sistema di alleanze tra i Wallace e le gang londinesi, in un'esplosione di violenza incontrollata. Intanto, il poliziotto sotto copertura Elliott (Sope Dirisu) cerca la fiducia della famiglia Wallace per scardinare il complesso sistema criminale che governa la capitale britannica. 

Leggi tutto: GANGS OF LONDON, la recensione

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