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IN ONDA SU MEDIASET PREMIUM ACTION

Non solo Marvel e DC Comics: anche un personaggio partorito dalla geniale e creativa mente di Neil Gaiman nel suo Sandman, ha fatto ieri il suo esordio sul piccolo schermo, per lo meno in Italia. Stiamo parlando di Lucifer (interpretato da Tom Ellis), personaggio dell’omonimo fumetto di Mike Carey, il signore delle Tenebre che, stanco della routine infernale, decide di prendersi un periodo di ferie a Los Angeles, aprendo un locale, “Lux”, gestito assieme alla fida Maze (Lesley-Ann Brandt). Quando viene assassinata una pop star che gli aveva venduto l’anima, Lucifer decide di collaborare con la detective Chloe Decker (Lauren German), unica anima che il diavolo non riesce a controllare.

Una buona idea che ha tutte le premesse per divenire una serie più che apprezzabile, sfruttando, in primis, una sceneggiatura leggera che non vuole prendersi troppo sul serio, rimanendo su un piano di discreta qualità, godibile e gradevole. Un pilot che funziona, soprattutto grazie al protagonista: Tom Ellis è infatti un Lucifer carismatico, spudorato e arrogante, provocatorio, ma che agisce con uno stile e una classe invidiabili, che lo rendono inevitabilmente affascinante. Diavolo sì, ma pieno di dubbi e incertezze, tanto da dare quasi l’impressione di non essere più tanto convinto del suo ruolo di creatura maligna. Forse. Anche perché appena può sfoggia i suoi poteri di seduttore, portando le persone a dirsi scomode verità, beandosi del suo ruolo di provocatore e non cercando mai di nascondere la sua vera identità: tanto, chi gli crederà mai? Che si tratti di un diavolo salvatore? Lo si scoprirà nei prossimi episodi.

La coppia Lucifer-Decker funziona alla perfezione, con i caratteri dei due personaggi che riescono a incastonarsi bene e a dare spesso vita a siparietti divertenti, con un tocco di spensieratezza che non fa altro che giovare al tono generale dell’opera, comunque mai pesante. Il fatto che il filo conduttore di ogni episodio (saranno 13 in totale, ma negli Stati Uniti è già in onda la seconda stagione) sia un caso da risolvere dona a Lucifer un motivo in più per destare interesse, senza correre il rischio di divetare troppo uguale a sé stesso o di arenarsi nei cliché dei personaggi. Prodotta da Jerry Bruckheimer, Lucifer ha il pregio di discostarsi molto dalle produzioni cupe e dalle tinte action/dark che hanno caratterizzato le ultime serie tratte da fumetti. Anzi, sono proprio la leggerezza, la ricerca dell’ironia e della risata, uno dei punti di forza del pilot e, si spera, del resto della stagione. 

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