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Mancano sette mesi al Torino Film Festival (che si terrà dal 20 al 28 novembre 2020), ma visto lo stato d'emergenza dovuto alla pandemia la direzione ha già deciso di studiare un'edizione numero 38 totalmente rinnovata da svolgersi online. Non un semplice festival in streaming, ma un "progetto culturale per il web". Se la situazione dovesse migliorare e le sale dovessero riaprire, si continuerà con entrambi i format. Le prime anticipazioni sono state date all'interno del programma “Hollywood Party” da Stefano Francia di Celledirettore del Torino Film Festival:

"Allo stato attuale delle cose, il Torino Film Festival diventa un articolato progetto culturale per il web che non deve disturbare la filiera della distribuzione e non sarà una semplice trasposizione online. La speranza di riuscire a tornare in sala al più presto è fortissima e se così sarà faremo proficuamente coesistere le due opportunità in un progetto di svolta. Di fronte all’alternativa di far saltare il festival per gli enormi problemi del momento attuale abbiamo deciso di reinventarci, ponendoci come massima preoccupazione il rispetto del lavoro dei produttori, dei distributori e degli esercenti che vogliamo promuovere. Le sezioni saranno rafforzate e semplificate ed è stato ridotto il numero dei film; ho voluto dare una forte impronta al femminile, confermando l’adesione al protocollo per la parità di genere. Rafforzeremo la vocazione del festival per la creatività giovanile con il ritorno della sezione di cortometraggi internazionali impreziosita dal premio Rai Cinema Channel".

Queste le parole di Enzo Ghigopresidente del Museo Nazionale del Cinema: “Per il Museo Nazionale del Cinema è una sfida veicolare il Torino Film Festival con un meccanismo nuovo con la speranza forte di poter ritornare in sala, è la cosa a cui si tiene di più, perché solo lì le pellicole creano quel pathos particolare, è lì che il miracolo del cinema si compie. Nel caso riuscissimo ad avere i cinema aperti, la nostra idea è di coinvolgere un alto numero di sale cittadine, oltre una decina, per fare un festival diffuso sul territorio”.

Chiude Domenico De Gaetanodirettore del Museo Nazionale del Cinema: Il Museo Nazionale del Cinema non può fermarsi anche in un momento difficile e pieno di incognite come questo. Ha un dovere morale e culturale sia nei confronti degli enti che lo sostengono sia nei confronti del pubblico che in questi anni ha creduto in noi. Per questo motivo ci siamo da subito attivati per valutare tutte le opzioni, non solo per il TFF, ma anche per gli altri festival, il Cinema Massimo e il museo alla Mole. Una progettualità che portiamo avanti in sinergia con le istituzioni del territorio e in coordinamento con il mondo culturale piemontese”.

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